22 Marzo 2010

“Ho pagato per la visita: faccio causa”

Il medico di famiglia le prescrive la visita oculistica perché ha disturbi agli occhi. F. M. chiama il Cup per fissare l’ appuntamento, ma l’ operatore le risponde che deve attendere otto mesi: 240 giorni sono parsi un po’ troppi a F., che quindi decide di fare subito la visita in una struttura privata. Poi, però, si rivolge a un’ associazione di consumatori, il Codacons, per denunciare l’ accaduto. «Il Codacons ha deciso di sostenere la signora nell’ azione legale contro il Servizio sanitario nazionale per danni da liste d’ attesa eccessive- spiega l’ avvocato Marco Ramadori -. Nella regione Lazio la legge 431 del 2006 stabilisce, infatti, i tempi massimi delle prestazioni sanitarie, fissati in 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per la diagnostica strumentale. L’ appuntamento per la visita oculistica, invece che entro un mese, è stato fissato ben 8 mesi dopo la richiesta, violando le norme. E la signora F., vista l’ urgenza della prestazione, è stata costretta a rivolgersi ad uno studio medico privato, sostenendo una maggiore spesa di cui ora chiede il rimborso». Da qui la causa di risarcimento dinanzi al giudice di pace di Roma al quale si chiede, tra l’ altro, di ordinare alle strutture sanitarie il rispetto dei tempi massimi per le liste di attesa stabiliti dalla legge regionale. L’ udienza è fissata per il 3 giugno.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this