5 Novembre 2002

«Ho difeso un vigile, è un abuso?»

STEFANO BUONO (VERDI) TESTIMONE NELL?INCHIESTA SULLE BUSTE PAGA GONFIATE

«Ho difeso un vigile, è un abuso?»

Quattro giorni fa si era presentato in Procura, per rispondere alle domande del pm che lo aveva convocato in qualità di testimone nella vicenda degli stipendi gonfiati.
Stefano Buono, il consigliere comunale dei Verdi citato nel lungo interrogatorio da Aldo Buono (il dirigente del servizio gestione contabile di palazzo San Giacomo accusato di truffa e falso) non ci sta: e si domanda ancora come è possibile che il suo nome sia finito nelle carte di un?inchiesta nella quale proprio non c?entra. A quattro giorni dal faccia a faccia con il pm Maria Antonietta Troncone, Stefano Buono convoca una conferenza stampa per ribadire la propria assoluta estraneità alla vicenda degli stipendi gonfiati; lo fa avendo accanto il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, ma anche Rosario Giannicola, il vigile urbano per il quale mosse il proprio interessamento, quando si rese conto che il dipendente era vittima di una clamorosa ingiustizia subìta proprio dall?amministrazione comunale, che lo aveva declassato di livello.
Ed è proprio Pecoraro Scanio, affiancato dagli avvocati Giuseppe Ursini (del Codacons) e Maurizio Montalto (di Legambiente) a lanciare un appello: «È venuto il momento – dice – di migliorare la trasparenza amministrativa: per far questo occorre anche passare per la salvaguardia dei diritti dei dipendenti del Comune di Napoli. Ed è esattamente questo lo spirito che ha mosso il consigliere dei Verdi Stefano Buono a interessarsi alla causa di un vigile, i cui diritti erano stati calpestati». Per il leader dei verdi «è scandaloso che si cerchi di confondere il fatto di aver difeso un dipendente comunale derubato dalla burocrazia con coloro che eventualmente, se lo si accerterà, hanno rubato. Noi difendiamo i derubati, non i ladri: anzi, riteniamo che se qualcuno ha preso soldi illegittimamente deve incominciare a restituirli al Comune, e così la magistratura potrà avere anche un po?di clemenza».
Poi tocca a Stefano Buono, che fornisce ai giornalisti una cartellina piena di documenti dai quali emerge il torto subìto dal vigile Rosario Giannicola. «Sono stato chiamato come testimone – spiega il consigliere – dal pm al quale ho fornito tutti gli elementi che mi sono stati richiesti. Si tratta della vicenda di un vigile urbano, Rosario Giannicola, che è stato derubato dei suoi diritti; tutto questo non c?entra niente con la questione degli stipendi gonfiati. Sono sicuro che la magistratura perseguirà i dipendenti disonesti che hanno, tra le varie cose, danneggiato la città».
All?incontro con la stampa nell?antisala dei Baroni partecipa anche Rosario Giannicola: «Neanche i sindacati, nemmeno lo Snavu al quale pure mi ero rivolto mi avevano fornito risposte chiare – commenta – Senza una ragione venni declassato dal sesto al quarto livello: devo molto a Stefano Buono per il suo interessamento ad una vicenda di inspiegabile ingiustizia». Ieri, intanto, nell?ambito dell?inchiesta sugli stipendi gonfiati è stata interrogato, in qualità di testimone, il dirigente del Servizio gestione giuridica del Personale, Elvira Capecelatro.

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