12 Ottobre 2002

«Hanno tentato anche col Comune»

Mezzo paese «aspirato» da un tubo. Il cilindrico Tucker. Che doveva servire a salvare energia e che invece l`ha succhiata a quattrocento persone di Acqualagna e dintorni. In pratica, un abitante su cinque l`ha comprato spendendo settemila euro. Quattrini che moltiplicati per quattrocento fanno 2 milioni e ottocento mila euro (6 miliardi di vecchie lire) usciti da Acqualagna e arrivati nelle casse della Tucker.
Questo gran successo del «tubo» ad Acqualagna è dovuto al fatto che vi abita un responsabile d`area dell`azienda, Stefano Campeggi, ottimo gestore della rinomata «Gelateria Centrale», e altrettanto reputato referente Tucker tanto che ne aveva proposto l`acquisto anche al Comune.
Adesso pure lui attende con impazienza l`esito dell`iter giudiziario in cui sono invischiati i vertici Tucker. Circa un anno fa, raccontano in paese, ha piantato il suo (frequentatissimo) locale, aprendo i battenti dell`ufficio da cui voleva fare fortuna e procurarne alla gente. Poi quel ciclone giudiziario ha coinvolto Eusebi e ha spezzato la catena di Sant`Antonio che era la Tucker.
«Ci hanno provato anche con noi ? raccontano al Comune di Acqualagna ? ma abbiamo rifiutato. Volevano proporci quei tubi per gli impianti sportivi, ma non se ne è fatto nulla. Assolutamente nulla». Il fatto è che ai piedi del Furlo, molti stanno con l`acqua alla gola. Al Codacons è arrivata una valanga di ricorsi. Ma parlare di Tucker, coi giornali, è ancora un tabù: «No, il nome non voglio che appaia ? racconta uno di Acqualagna, finito nel giro ? perché sono una persona rispettabile. Faccio un lavoro serio e non me la sento di essere giudicato».
Quanto alle torture psicologiche e fisiche alla cosiddetta «Casella» nessuno sa nulla: «No, noi non abbiamo avuto alcun tipo di pressione ? dicono quelli finiti nel giro ? le persone con cui avevamo a che fare erano perbene, padri di famiglia, mamme e ragazzi che si conoscevano. Amici, insomma».
Comunque nessuno vuole apparire. Dicono che sul giornale non vogliono finirci perché poi la cittadinanza farebbe grasse risate .
In paese, tutti quelli coinvolti, pensano che «tanto testimoniare non serve a niente, anzi non serve un tubo».

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