Hanno ragione le famiglie italiane a lamentarsi: con tutti questi aumenti
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fonte:
- Il Messaggero
Hanno ragione le famiglie italiane a lamentarsi: con tutti questi aumenti, e dei beni primari, è difficile arrivare alla fine del mese. Hanno ragione, lo dice pure l`Istat che certifica, nel mese di settembre, un aumento del pane del 7,5 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. E poi ci sono i bambini da mandare a scuola, con le rette lievitate quasi del cinque per cento, i libri sempre più cari, le matite e i quaderni che costano il 3,8 per cento in più. Saranno contenti i consumatori nel sapere che quanto da loro percepito come un insopportabile caro vita ha riscontri oggettivi e che sull`aumento del bene primario – il pane – l`Antitrust ha aperto un`indagine. Proprio come aveva già fatto con il prezzo dei libri, all`inizio di settembre, dopo il monitoraggio del Messaggero e le proteste dei consumatori. Per la rosetta si tratta di un`indagine localizzata: Roma e provincia, ma comunque significativa perché potrebbe dimostrare – è questo che si propone l`istruttoria in corso – la possibile esistenza di un cartello nella diffusione di un listino dei prezzi consigliati. Il garante annuncia l`apertura di un dossier “per possibile intesa restrittiva della concorrenza nei confronti dell`Unione panificatori di Roma e provincia“. Si vuole verificare così se nel recente rincaro sia riscontrabile una violazione della legge 287 del 1990, quella dell`Antitrust che vieta intese tra le aziende produttrici per dividersi il mercato. L`indagine è stata avviata anche grazie a una segnalazione ricevuta da Altroconsumo, l`associazione di consumatori che indicava nell`aumento del prezzo del pane il possibile risultato di comportamenti concertati. E si riferiva in particolare all`assemblea straordinaria dell`Unione panificatori di Roma e provincia del 23 settembre scorso, al termine della quale sarebbe stato reso noto ufficialmente di quanto il pane doveva aumentare. Non è stato difficile trovare il documento d`appoggio, quello che l`Antitrust cercava – affiancata dal nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza che sempre lavora accanto al garante. E` stato sufficiente andare su Google, cercare la voce “cartello panificatori“ e lì c`è la denuncia di Altroconsumo con tanto di “prova“. Su carta intestata dell`Unione panificatori si leggono i prezzi consigliati, all`ingrosso e al pubblico: 2,60/2,80 euro per la rosetta, 2,20/2,40 per il casareccio. Per gli altri tipo di pane o altri prodotti da forno, l`aumento consigliato è di 0,30/0,50 euro al chilo. Il provvedimento dell`Antitrust è stato notificato ieri mattina all`Unione panificatori. “Sono venuti e noi abbiamo aperto tutti i nostri cassetti perché non abbiamo niente da nascondere“, spiega Claudio Conti, vicepresidente di Assipan che si difende: “E` un equivoco: quel foglio non è un listino, è la conseguenza dei prezzi esagerati della farina, aumentata del 75 per cento in tre mesi, oltre il 120 per cento in un anno. Già lo avevamo detto ai nostri associati che non potevamo tenere quei prezzi, dopo 25 anni senza aumenti e il caro vita che pesa anche per noi. Abbiamo formulato il dato di panificazione, la nostra analisi, e consigliato un aumento, lo dovevamo fare per la tutela dei nostri associati. E se loro vogliono seguire o no le nostre indicazioni, lo decidono in piena coscienza“. Intanto, le associazioni dei consumatori – Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – plaudono l`intervento del garante e chiedono di “punire con la massima severità eventuali speculazioni sui listini che dovessero risultare dall`inchiesta“. E comunque i cittadini hanno già comunciato a punire i produttori. Un`analisi della Coldiretti rileva un calo record nei consumi di pane e pasta, rispettivamente del 7,4 per cento e del 4,5 per cento: per la prima volta la quantità di pane consumata in un anno è scesa sotto il milione di tonnellate.
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