Hanno indossato la tuta e sono andati a protestare all’ aeroporto
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fonte:
- La Sicilia.it
Hanno indossato la tuta e sono andati a protestare all’ aeroporto da dove l’ 1 luglio, senza alcun preavviso, sono stati allontanati, mandati in strada dopo anni di lavoro come assistenti ai disabili. Sono i 65 «volontari» dell’ associazione Croce Bianca con la quale, da circa 10 anni, l’ aeroporto di Fontanarossa ha stipulato una convenzione per l’ assistenza ai «passeggeri a ridotta mobilità», come si dice in gergo tecnico. Otto ore di lavoro al giorno retribuito con un «rimborso spese di 500 euro». L’ antico equivoco del volontariato che volontariato non è se non nella quantità, esigua, del pagamento e nella qualità, inesistente, delle tutele. Eppure, con questo «rimborso», 65 famiglie hanno vissuto per anni e ora non sanno come affrontare il presente ed il futuro. I «volontari» puntano il dito contro la Sac attribuendo a questa il loro allontanamento. Sulla Croce Bianca è in corso un’ indagine della magistratura della quale gli operatori dicono di non sapere nulla se non che c’ è, dal momento che sono stati chiamati come testimoni dai carabinieri di Nesima. Ed è qui, a Nesima, che si sono recati ieri mattina per esprimere il loro scontento. «I carabinieri ci avevano detto che stavano lavorando per noi e il risultato è che abbiamo perso il lavoro». Il 27 giugno – è la loro ricostruzione dei fatti – la Croce Bianca, forse in conseguenza all’ avvio dell’ indagine, inoltra una richiesta scritta alla Sac nella quale chiede la messa in regola del personale che da anni svolge il servizio assistenza ai disabili. La risposta arriva tre giorni dopo ed è un «no» secco, senza alcuna interlocuzione tanto che alla mezzanotte del 30 giugno gli operatori in servizio hanno dovuto restituire le chiavi e andare via. Uno choc per chi di questo «volontariato» ha vissuto per anni. Di qui la protesta di ieri in aeroporto per conoscere le ragioni che stanno alla base di questa decisione improvvisa e, soprattutto, chiedere di riavere il proprio lavoro. Tanto più che i capiscalo assicurano che l’ aeroporto di Fontanarossa è il primo in Italia per la qualità di questo servizio. Una protesta che, autorizzata dalla questura, continuerà anche la settimana prossima da martedì a sabato, dalle 9 alle 12,30. Intanto a loro fianco è sceso il Codacons che, per voce del segretario nazionale Tanasi, chiede di trovare una soluzione affinché queste persone non perdano il lavoro in questo terribile momento di crisi. Del tutto diversa la versione della Sac. «Il 28 giugno – racconta il presidente della Sac, ing. Gaetano Mancini – la Croce Bianca ci ha inviato una nota con la quale, in termini ultimativi e perentori, ci anticipava che, per propri motivi, avrebbe interrotto il servizio dall’ 1 luglio, a meno che non ci fosse stata una revisione, cioè un aumento, del corrispettivo previsto in convenzione. Revisione che non possiamo fare dal momento che la somma concordata si basa sulle tariffe standard riconosciute dall’ Enac che fissa qual è il corrispettivo che le compagnie aeree devono pagare per il servizio ai propri passeggeri. Sia chiaro: non abbiamo avuto alcuna richiesta di assunzione, né abbiamo alcun obbligo in tal senso. Non sapevamo neppure quanti fossero i lavoratori e come venissero retribuiti. Dunque, non ci è restato che prendere atto della volontà della Croce Bianca e organizzare in tutta fretta il servizio assistenza utilizzando gli stagionali che da anni lavorano in aeroporto e che sono stati formati per compiere anche queste attività. Ed è stato un impegno importante». Il presidente della Sac non lo dice apertamente, ma lascia capire che i danneggiati sono loro e che potrebbero valutare di chiederne conto alla Croce Bianca. Intanto per 65 lavoratori, e per le loro famiglie, che con il «rimborso» di 500 euro per 8 ore di lavoro finora ci hanno vissuto, si aprono tempi ancora più bui. Pinella Leocata
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