29 Ottobre 2020

Halloween ai tempi del Covid: un crollo da paura

Più delle polemiche dei difensori della tradizione poté l’ emergenza Covid. Gli scaffali sono pieni di dolciumi a tema e i produttori di mascherine sanitarie avevano pensato per tempo a dispositivi di protezione spaventosi quanto basta, ma per il giro di affari che ruota intorno ad Halloween quest’ anno è previsto un calo vertiginoso. Una stima fatta dal Codacons prima dell’ ultimo Dpcm parlava di un calo del 78 per cento rispetto allo scorso anno, per una spesa di 65 milioni contro i 300 del 2020. Ma è probabile che con le nuove misure il calo sia ancora più netto. Le feste a tema nei locali e nelle discoteche sono vietate e quindi è azzerata la spesa relativa che lo scorso anno era di 150 milioni di euro e di conseguenza gli italiani spenderanno molto meno in travestimenti e gadget e per la tradizionale zucca. E non pare consigliabile di questi tempi neppure il tradizionale dolcetto scherzetto che negli ultimi anni si è affermato anche in Sardegna soppiantando le usanze tradizionali dei “morti morti”. La festa di Halloween in Scozia (foto archivio L’ Unione Sarda) Tanto che alcune città hanno istituzionalizzato la festa trasformandola in attrazione turistica come Olbia che nel 2017 e 2018 ha organizzato la kermesse “S’ Iscuru”, con tre giorni di eventi e spettacoli di atmosfera dark nelle vie del centro storico e Alghero che ha puntato sul mago più amato con le Harry Potter night. LE ORIGINI DELLA FESTA Le feste che si sono diffuse in Italia negli ultimi anni, soprattutto nella loro variante più ludica e consumistica vengono dagli Stati Uniti, il Paese che oggi più di tutti festeggia la ricorrenza, ma le origini di Halloween sono in realtà celtiche e il loro significato è più simile di quanto appaia alle nostre ricorrenze di Ognissanti e dei Defunti ed è una festa di passaggio tra le stagioni. La festa celtica alla quale si fa risalire tradizionalmente Halloween si chiamava Samhain che significa approssimativamente fine dell’ estate. Secondo la tradizione, durante la notte di Samhain il velo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti diventava così sottile da essere attraversato e poter consentire un contatto. La festa venne poi importata negli Stati Uniti con le migrazioni irlandesi dell’ Ottocento e lentamente divenne il fenomeno ludico di massa che conosciamo oggi e che si è nutrito di influenze della letteratura horror e gotica. Ma affondano le loro radici nella tradizione irlandese anche due elementi tipici della Halloween di oggi. Le zucche intagliate, che in origine erano rape, sono legate alla leggenda di Jack-o-lantern costretto a vagare, dopo aver ingannato il diavolo, con la sua lanterna. Il “trick or treat”, dolcetto o scherzetto, è una questua: i poveri bussavano alle porte chiedendo l’ elemosina in cambio di preghiere per i defunti. LA TRADIZIONE SARDA La questua, oggi riservata ai bambini, ricorre anche nelle tradizioni sarde, tutte piuttosto simili che prendono nomi diversi nei territori dell’ Isola, dal Campidano alla Gallura: su prugadoriu (che è anche il nome dell’ evento che si organizza a Seui), su mortu su mortu, sas animeddas, li molti molti. La richiesta di dolcetti veniva fatta in onore delle anime dei morti. L’ usanza è descritta da Grazia Deledda nel suo “Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna”: “La sera di Tutti i Santi i sagrestani delle chiese di Nuoro si armano di un campanello e di bisacce e picchiano quasi ad ogni porta chiedendo il mortu mortu. Vengono loro dati i papassinos, il pane, frutte secche, mandorle e noci. Il frutto di questa bizzarra raccolta i sagrestani se lo spartiscono in santo amore, e lo divorano allegramente, durante la notte, mentre suonano i tristi rintocchi mortuari. Compagnie di allegre ragazze di bimbi imitano il costume dei sagrestani e vanno per le case chiedendo il mortu mortu”. Nella descrizione della Deledda anche i dolci tipici della festa che ancora si trovano tradizionalmente sulle tavole sarde in questi giorni: i papassini. Vecchio e nuovo si intrecciano e in alcune città, come Olbia, dove convivono diverse comunità della Gallura e del resto della Sardegna, ma è forte anche la spinta globalizzatrice, i bambini hanno inaugurato un mix: e così può succedere di aprire la porta a streghette e scheletri che intimano dolcetto o scherzetto o a gruppi più tradizionalisti che chiedono “i morti morti”. Ma il bottino non cambia.
caterina de roberto

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