Ha pianto lacrime trasparenti
CIVITAVECCHIA – Il nome di Giovanni Paolo II non la fa nessuno apertamente. Non il vescovo di Civitavecchia, monsignor Girolamo Grillo, non il proprietario della statua della Madonnina, Fabio Gregori. Ma è la sua presenza a segnare la piccola chiesa di Sant`Agostino dove è conservata l`immagine della Vergine che pianse lacrime di sangue nel 1995, e la villetta della famiglia Gregori dove è custodita una seconda statuetta che, dal 28 di marzo, ha cominciato a piangere copiosamente da entrambi gli occhi. Il vescovo era stato informato ma ieri ha voluto vedere di persona. “Ha pianto lacrime trasparenti che scorrevano lungo le scanalature del vestito“. Testimone diretto Ancora una volta, come accadde nel `95, monsignor Grillo è testimone diretto. “Non traggo conclusioni, non faccio proclami. Dico soltanto quello che ho visto“. E quel che lui stesso, come tutti a Civitavecchia, collegano inevitabilmente con l`anniversario della morte di Giovanni Paolo II. “Fabio Gregori – racconta ancora monsignor Grillo – mi ha raccontato che già un anno fa, in quei terribili giorni di agonia del Pontefice, la statua della Madonnina pianse abbondanti lacrime. Me l`ha riferito tempo dopo perché, all`epoca, piangevo anch`io per quanto stava accadendo e non voleva turbarmi. L`anno scorso ha pianto cinque giorni e ha smesso quando il Papa è morto. Questa volta sono venuto a vedere perché io non credo facilmente a quello che mi dicono anche se la famiglia Gregori, ormai, la conosco bene. Certo non sembra casuale che pianga proprio in questi giorni. Del resto, era stato il Papa a donare la statuina ai Gregori, attraverso il cardinale Deskur, quando l`altra era stata sequestrata dalla magistratura. Il legame con il Papa è forte. Per quel che si intuisce e per quel che so e che non posso rivelare“. Appartato, nel soggiorno della sua casa che non ha mai smesso di essere meta di pellegrini e fedeli, Fabio Gregori annuisce a ogni parola di monsignore. La statua che era in giardino è sistemata in una nicchia del tinello. Così ha voluto il vescovo dopo che si è diffusa la notizia. Così ha fatto il padrone di casa. “Per me – ripete – quel che dice il vescovo va bene. Sono pronto ad affrontare questa nuova prova“. Perché negli ultimi 11 anni per lui le cose non sono certo filate lisce. “Otto anni di indagini penali“, ricorda Gregori e una vita sconvolta dalla curiosità, per certi versi, e dall`attenzione dei fedeli dall`altra. “Ma quel che dentro mi ha dato tutto questo – conclude commosso – non riesco neanche a dirlo“. Una famiglia toccata dalla grazia, dicono in paese. Non dalla fortuna. La figlioletta che all`epoca assistette alla prima lacrimazione oggi è grande e solo qualche giorno fa è scampata, con un braccio rotto, a un terribile incidente. Lui stesso, Fabio, ha ancora gli occhi offesi da un infortunio sul lavoro. Ha rischiato di restare cieco. E poi il campanello del cancello di ferro battuto che non smette mai di suonare. Gli portano fazzoletti, piccoli oggetti, fotografie. Persone malate gli si rivolgono in cerca di una grazia della Vergine per la quale lui può intercedere. Lui protegge questi squarci di vita e di dolore con grande determinazione. La sua gentilezza istintiva diventa decisione ferrea quando si tratta della privacy di chi gli si è rivolto. Si parla tanto di grazie che la Madonnina di Civitavecchia ha sciolto, di preghiere esaudite. Qualcuno potrebbe azzardare la parola miracolo, ma da casa Gregori quel sostantivo è bandito. “Parlate con padre Flavio, è lui che segue queste cose. Io non so niente“. Ma poi spiega: “Ho fatto un voto di silenzio che manterrò sempre“. Rassegnato ma sereno, Fabio Gregori si prepara ad affrontare anche le nuove denunce. Codacons e Telefono antiplagio hanno consegnato ai magistrati i dubbi che già ebbero undici anni fa. In qualche modo tutto si ripete come allora ma con qualche certezza in più, almeno a Civitavecchia. “Che venissero a vedere con i loro occhi – sfida il vescovo – che venissero a fare analisi ed esami di nuovo. Non c`è nulla che non si possa verificare“. Così monsignor Grillo racconta di questi lunghi anni pieni di eventi inspiegabili. Perché questa seconda statuina, dopo che la prima è stata sistemata nella chiesetta, ha sempre dato “segni“. Poco dopo l`arrivo in casa Gregori ha cominciato ad “essudare“ una sostanza oleosa densa e profumata. “L`abbiamo fatta analizzare – sottolinea il vescovo – e non c`è dna umano o animale ma si tratta di sostanze vegetali con una forte presenza di fiori“. “Sapevano di sale“ Un fenomeno consumato in sordina, anche se in città erano in molti a sapere. “Ho raccolto un`intera boccetta di quell`essenza. E` a disposizione: chi vuole la può analizzare“. “E` un liquido oleoso, profumato. Come si spiega-“. Ma non erano lacrime, quelle monsignor Grillo le ha viste ieri mattina: “Le ho toccate e non avevano la stessa consistenza, sembravano proprio lacrime. Le ho anche assaggiate ed erano salate. Una spiegazione- Non chiedetela a me“. Sorride, sornione. Lui sa molto di più di quanto dice e custodisce segreti che non può rivelare. Ma insiste sul legame con il vecchio Papa, su quel rapporto “speciale“. E attende. “Bisogna saper aspettare“.
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