4 Luglio 2019

Ha fatto sparire 67 milioni Gaiatto, condanna a 15 anni

`pordenone, la stangata del giudice contro il responsabile di venice investment group `dovrà risarcire circa 3mila risparmiatori: l’ aggiunta del 30% per i danni morali subiti
LA SENTENZA PORDENONE Fabio Gaiatto era stato preparato. «Non aspettarti i 9 anni chiesti dal procuratore – gli aveva detto l’ avvocato Guido Galletti un paio di giorni fa – Sarà di più». Ma quei 15 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a 36mila euro di multa, nessuno se li aspettava per il mago del forex, il portogruarese accusato di aver raggirato 2.700 risparmiatori del Nordest raccogliendo con la sua Venice Investment Group risparmi per 67 milioni di euro e restituendo soltanto 28 milioni. È per via della continuazione: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone, Eugenio Pergola, non l’ ha riconosciuta per tutti i capi di imputazione, ma l’ ha spezzettata facendo lievitare la pena. Fosse stato un processo celebrato con rito ordinario, Gaiatto avrebbe dovuto fare i conti con 23 anni. Lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato gli ha consentito di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. GLI ALTRI DANNEGGIATI Il trader – che ieri ha rinunciato a comparire in aula – è stato interdetto dai pubblici uffici e condannato a risarcire il migliaio di parti civili che costituendosi hanno chiesto una provvisionale. Anche da questo punto di vista le conseguenze sono pesanti. È stato condannato a restituire tutti i soldi che gli sono stati consegnati, a cui deve aggiungere i danni morali, che il gup ha previsto nella misura del 30 per cento calcolato sulla somma investita. Al Comune di Portogruaro, costituitosi con l’ avvocato Serenella Giacomel, che in aula ha portato oltre 300 articoli di stampa sul caso della Venice Investment Group (rincarando la dose con i servizi usciti la scorsa settimana sull’ ex pugile romeno arrestato dalla Dia di Trieste nell’ ambito delle estorsioni che sarebbero state commesse in Croazia), è stato riconosciuto un danno d’ immagine per 50 mila euro perchè la sede della società era lì. Mille euro di risarcimento ciascuno sono stati previsti per le associazioni Codacons e Federconsumatori. LA CONFISCA DEGLI IMMOBILI Nel lungo dispositivo della sentenza, letto che erano appena passate le 13, è stata prevista anche la confisca per equivalente degli immobili di Gaiatto, delle cambiale croate e dei diritti di credito legati ai 78 finanziamenti abusivi concessi tra dicembre 2016 e settembre 2018 per un totale di 11.501.587 euro. Alle parti civili sono stare riconosciute le spese legali sostenuti. Si tratta di decine di migliaia di euro che Gaiatto non sarà mai in grado di liquidare, come non sarà in grado di far fronte ai risarcimenti. Che sarà difficile recuperare il denaro perduto le parti civili ne sono consapevoli. Samuele Faè, l’ ex amico di Gaiatto finito nell’ inchiesta dei Casalesi di Eraclea, oltre ai 6 milioni persi, ha diritto anche a un risarcimento non patrimoniale. Lo stesso vale per il tennista Andreas Seppi, che a Gaiatto aveva affidato 520mila euro. I conteggi su quanto spetta alle vittime non sono ancora completati. L’ avvocato sandonatese Luca Pavanetto, oltre 300 risparmiatori, complessivamente vanta 10,4 milioni. Il collega Michele Peretto, che parla di «condanna esemplare», si è battuto per recuperare 5 milioni di euro. Il legale trevigiano Aldo Pardo, che tutela Seppi, batte cassa per circa 5 milioni di euro, esclusi i danni morali. «È stata una risposta importante – ha detto l’ avvocato Antonio Malattia, che per i sui clienti del Sanvitese porta teoricamente a casa 800mila euro – dimostra che la giustizia è pronta a dare risposte severe di fronte a fatti che creano allarme sociale. Certo, è una vittoria di tappa, l’ obiettivo è riuscire a capire dove e come trovare ristoro». Per il legale la sentenza di ieri costituite una prima importante conferma: è stata riconosciuta l’ associazione per delinquere e questo non potrà che riverberarsi sul processo che a ottobre comincerà per i collaboratori di Venice rinviati a giudizio. Sull’ associazione per delinquere ieri si è nuovamente speso il procuratore Raffaele Tito replicando a Galletti: tutti sapevano che era uno schema Ponzi, Gaiatto aveva investito nel forex solo il 2% dei soldi. Forza Venice si chiamava il gruppo WhatsApp dei falsi promotori di Gaiatto. «Abbiamo finito di sognare», dice la commercialista slovena Marija Rade quando il trader, a settembre 2018, finisce in carcere. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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