Guidare i figli con cura
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fonte:
- Messaggero Veneto
L`eccesso di violenza sta interessando tutti i settori della comunicazione
Per difendere i minori prendere posizione contro le scelte dei media L`ultimo film dell`attore-regista Mel Gibson sulle lotte maya, ambientate nella civiltà precolombiana, ha suscitato notevole scalpore a causa di scene eccessivamente cruente, che definire violente è un eufemismo non da poco. Ciò che ha maggiormente alimentato le polemiche è il mancato intervento della Commissione di revisione cinematografica che ha il compito di porre limitazioni riguardo l`età degli spettatori a causa di scene erotiche molto esplicite o, per l`appunto, pregne di violenza. Nel resto dell`Unione Europea tale film è stato censurato tempestivamente, in Italia ciò è avvenuto molto dopo e solo grazie al ricorso presentato dal Codacons al Tar del Lazio. Ciò che è importante ricordare è che scene poco adatte a bambini e ragazzi molto giovani non minacciano solo all`interno delle sale cinematografiche, ma sono ogni giorno sotto i nostri occhi. Il tubo catodico, come anche Internet, sono diventati negli ultimi anni strumento di svago per molti bambini che risultano sempre più esposti a contenuti non sempre adatti a loro. Ricordo come anni fa i genitori si sentissero tranquilli di lasciare i propri figli soli ad assistere a programmi specificatamente ideati per loro, che proponevano giochi istruttivi e divertenti con lo scopo di avvicinarli ed interessarli alla pittura, alla scienza, alla musica. Con il passare degli anni il numero di trasmissioni dedicate ai minori si è ridotto drasticamente, lasciando ai genitori nessun`altra scelta che occupare i propri figli con la visione di cartoni animati in dvd o controllare assiduamente ogni immagine che scorre sotto i loro occhi ignari. Recenti studi condotti in tutto il mondo hanno infatti evidenziato il rapporto tra la visione di scene violente ed i livelli, riscontrati nei bambini, di aggressività, d`insorgenza di ansie, di disturbi del sonno, delle paure di stare soli e del buio, della difficoltà nell`addormentarsi. L`istituzione delle “fasce protette“, atte a salvaguardare i piccoli dalla visione di programmi inadatti a loro risulta ai miei occhi poco più che inutile. La trasmissione di cartoni animati durante il pomeriggio, ad esempio, è sovente interrotta da spazi pubblicitari; tutti noi sappiamo che negli ultimi anni sta dilagando l`abitudine d`inserire allusioni a sfondo sessuale anche per reclamizzare prodotti che con tale sfera non hanno nulla a che vedere. Gli adulti osservano e scrollano le spalle, accettando tale tendenza come una delle tante tecniche che gli spot utilizzano per bucare lo schermo. I bambini, invece, non sono in grado di proteggersi autonomamente da tali immagini, che li intimoriscono e li confondono. E` tuttavia chiaro che mai le reti televisive accetteranno di mandare in onda programmi per ragazzi che non siano sospesi a cadenza regolare dalla pubblicità; si prenda dunque coscienza della diretta responsabilità in cui gli “adulti“ sono coinvolti: quella di guidare con saggezza e pazienza i propri figli all`apprendimento per mezzo di strumenti alternativi come i buoni vecchi libri, ad esempio: forse non alla moda, ma certamente più sicuri. Daniela Pezzetta Liceo linguistico Percoto.
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