11 Febbraio 2005

Guerre d`autore. Gli avvocati alla Siae, vi abbiamo difeso bene

Guerre d`autore.
Gli avvocati alla Siae, vi abbiamo difeso bene

Codacons

Lettera/Raccomandata di rettifica dell`Avv.Rienzi indirizzata al direttore de L`Espresso e a MilanoFinanza

Gent. Direttore responsabile di Milano-Finanza

Racc.a.r.

Gent.mo direttore dell`Espresso

Roma

p.c. al direttore responsabile di Vivaverdi

Alberto Ferrigolo

c/o SIAE

via della Letteratura 30

00100 Roma

Racc.a.r.

Gentile Direttore,

fin tanto che alcuni giornaletti ignoranti, che nessuno legge, e che sono le veline di alcune associazioni di sedicenti autori ed editori, dediti più che all`incremento della cultura al banditismo e alla pirateria organizzata per sfruttare i pingui incassi derivanti da illeciti accordi tra programmisti televisivi, autori veri e falsi e loro disponibili fidanzate, pubblicano bugie pietose e cretinerie varie, ci limitiamo, come fatto, a querelarli per diffamazione senza degnarli di uno straccio di confutazione o rettifica. Ma se a recepire queste ridicole considerazioni del sig. Migliacci - che evidentemente è uso, come è dimostrato da recenti dolorose circostanze, ad essere protagonista delle cronache giudiziarie per fatti ben più gravi, e non teme certo la nostra querela - è un giornale serio e impegnato come il Suo (mi riferisco all`articolo su Milano Finanza, a firma del sig. Andrea Ducci, intitolato ``guerra d`autore, siae contro il Codacons`` e all`articolo ``chi le canta a Rienzi`` a firma P.D.N. sull`ultimo numero dell`Espresso) allora ci vediamo costretti a darle, più per consentirle di rispettare i suoi lettori, malinformati dall`articolo, che per altro, alcune precisazioni che le chiedo di pubblicare con la stessa evidenza dell`articolo in questione.

Ciò non senza aver rilevato che se il suo cronista avesse, rispettando le regole del codice deontologico che anche io, come giornalista, mi onoro di rispettare, sentito anche l`altra campana?i suoi lettori si sarebbero risparmiati una serie incredibili di inesattezze e falsità.
E poiché sembra che queste ridicole considerazioni del Migliacci siano anche oggetto - lo apprendo dall`articolo in questione - di un editoriale ``pubblicando`` sulla rivista Vivaverdi, invio la presente al direttore responsabile di quella rivista in modo da avvertirlo - e diffidarlo in unico contesto - che delle stesse egli sarà, ovviamente, come già avvenuto per i ``signori`` di cui sopra, chiamato a rispondere con il suo, personale e della SIAE, patrimonio.
Dunque , il sig. Migliacci , che con grande ``scorno`` è stato scoperto a fare delibere di improbabili megacompensi a se stesso e ai suoi amici di amministrazione, sembra voler accreditare l`ipotesi che esista una qualche connessione tra le azioni doverose e meritorie del Codacons e della Associazione utenti diritti d`autore, ambedue riconosciute dallo Stato con formali atti di legittimazione e da decenni interlocutori ufficiali della SIAE e componenti di tutte le commissioni miniseriali inerenti il diritto d`autore, e le altrettanto doverose azioni personali di alcuni avvocati, tra cui lo scrivente, per ottenere i giusti compensi per attività professionale svolta a favore della stessa SIAE.

Replico alle indicate ridicole considerazioni nella mia qualità di avvocato privato, mentre per le vicende del Codacons riporto quanto acquisito presso l`associazione in merito (visto che io non ho mai rappresentato l`associazione in queste vicende pur essendone uno dei 4 presidenti):

  1. Le azioni del Codacons contro la SIAE e a favore della sua democratizzazione e del rispetto dei diritti degli autori ed editori risalgono al 1988 e sono proseguite senza interruzione fino ad oggi. E` merito del Codacons il principale atto di democratizzazione della SIAE consistito nella sentenza del CDS del 1992 che eliminò l`odiosa discriminazione in tutta la gestione della società ai danni dell`80% dei soci definiti ``associati`` . Del pari l`azione del Codacons per il rispetto della legge e dei regolamenti, stravolti da chi elesse il sig. Migliacci la prima volta, e conclusa con la severa condanna del CDS, è iniziata molto prima che fosse avanzata la legittima richiesta degli onorari dovuti agli avvocati prof. Carlo Rienzi e prof. Paolo Picozza che hanno avuto l`onore di difendere la SIAE in una fase della sua storia. Ma di più: quella giusta battaglia giudiziaria, che ha portato alla decisione del CDS che tanto disturbo ha dato al sig. Migliacci, iniziò a fianco ed insieme proprio ad importanti esponenti del mondo autorale che chiesero proprio al Codacons aiuto contro le malefatte di coloro che avevano fatto un vero colpo di mano in assemblea votando senza avere nemmeno il quorum minimo richiesto. E se il suo ``cronista``, anziché contentarsi delle veline dell`ex presidente ``scornato`` ( e uso un termine che davvero non mi piace, ma lo prendo proprio dall`articolo del suo giornale?) si fosse peritato almeno di andare a dare un`occhiata al sito della SIAE (al capitolo ``giurisprudenza``), o sul sito Dagospia alla voce Migliacci, avrebbe appreso che le identiche contestazioni mosse dal Codacons alla SIAE e accolte dal Consiglio di Stato, erano state mosse anche niente meno che da Adriano Celentano in una famosa lettera al Corriere della Sera , e da illustri artisti come Flavio Lucisano, che , assistito dagli avvocati Gianni Massaro e Xavier Santiapichi ha proposto il ricorso n. 7532/03 dinanzi al Tar del Lazio, identico al ricorso, poi accolto dal CDS, del CODACONS. Allora: non crede lei che se gli avvocati ``del Codacons`` avessero voluto utilizzare l`azione per fini personali di onorari ?avrebbero dovuto semmai cessarla quella causa, e non portarla avanti, se davvero volevano di ammorbidire la SIAE in vista della successiva richiesta dei giusti onorari?Ma non a caso quegli altri, proprio loro e non il Codacons, hanno invece stranamente ritirato i ricorsi?!!?un consiglio: mandi il suo cronista a chiedere a quelli come mai hanno mollato la giusta battaglia dopo averla iniziata in pompa magna?chissà che non ne venga fuori materiale utile per un altro bell`articolo sulla SIAE.

  2. Gli avvocati che hanno diritto a quei compensi professionali, determinati non dagli avvocati stessi (come usano fare i consiglieri di amministrazione della SIAE per i propri compensi) ma dall`Ordine degli avvocati di Roma, dopo ampio contraddittorio con la stessa SIAE, e ora già oggetto in parte di un nuovo ``scorno``, visto che il Tribunale di Roma ha emesso una ordinanza di immediato pagamento di una parte di quegli onorari proprio in danno della SIAE , aggravandola delle spese di precetto e di esecuzione, e anche di un pignoramento (alla stregua dei peggiori debitori insolventi?) presso le casse della SIAE, eseguito dall`ufficiale giudiziario nel dicembre scorso, non sono mai stati - e qui un`altra falsità dell`articolo del suo giornale - i ``rappresentanti del Codacons più agguerriti nel chiedere maggiori diritti per gli utenti della SIAE``, ciò per la semplice ragione che il Codacons è stato sempre rappresentato, dall`avv. Pino Ursini vicepresidente dell`associazione, in tutte queste vicende processuali, e in quanto due di loro nemmeno fanno parte del Codacons?!!! Di qui la clamorosa fandonia riportata nell`articolo, falsità allusiva avanzata dal povero Migliacci, tipica di chi deve distrarre gli altri dalle disgrazie di casa.

  3. Infine, è clamorosamente falso che quelle cause siano state - come scrive il suo giornale, ``peraltro tutte perse?`` o ``non andate a buon fine``.. E questo è davvero l`unico punto su cui tengo a che Lei, gentile direttore, sia preciso con i suoi lettori, visto che chi le scrive le cause, al contrario di quanto
    dal suo giornale scritto, le vince quasi sempre e quasi tutte ?.e anche in questa occasione non è stato da meno. Anche se devo ricordarle che i compensi professionali sono dovuti all`avvocato, anche se la causa la perde? come il medico deve essere pagato anche se il malato muore?E davvero non si capisce se questa affermazione, che presumo sia da attribuire sempre al Migliacci, sia solo ``ignorante`` o proprio segno di un pericoloso lapsus mentale del predetto (che davvero non gli auguro, visto che mi farebbe piacere che il Migliacci restasse lucido almeno il tempo per assistere al nuovo annullamento della sua nomina a presidente della SIAE che, lungi dal dare ``scorno`` al Codacons, ha solo sancito che le truppe cammellate e gli accordi tra destra e sinistra in danno degli autori sono arrivati perfino alla SIAE?). Ma forse è solo l`ignoranza che ha determinato questa grave omissione cognitiva, visto che le numerose sentenze positive per la SIAE - sentenze ottenute nonostante il boicottaggio degli uffici interni SIAE che, con una memorabile ``papera`` dimenticarono, in una occasione memorabile, addirittura di depositare la procura ad litem facendo rischiare davvero di perdere quella causa?- ottenute dal prestigioso collegio dei legali di cui mi onoro di aver fatto parte insieme all`avv. Prof. Paolo Piccozza, altro grande giurista amministrativista, sono state trionfalmente pubblicate dal Migliacci (sic!) prima sul bollettino dell`ente e poi addirittura sul sito della SIAE (www.siae.it) di cui il ``bravo ex presidente`` dovrebbe aver almeno letto qualcosa, nel tempo in cui è stato al vertice dell`ente, e visto che si è autoattribuito un lauto compenso di 200.000 euro l`anno per compiere il proprio dovere di buon Presidente?Solo per migliore informazione dei suoi lettori, la rinvio alla sentenza TAR Lazio, sez. terza, n.9851/02 con cui il TAR, accogliendo le tesi difensive del nostro collegio di avvocati ha respinto il ricorso avversario, bloccando l`esecuzione di un giudicato che avrebbe stravolto tutto l`assetto della SIAE inserendo di peso tutti i titolari di c.d. ``diritti connessi`` negli organi di gestione. E ancora la sentenza del TAR Lazio n. 4485/02 e la successiva sentenza del Consiglio di Stato, sesta sez., n. 4440/03, che, sempre in accoglimento delle tesi dal collegio di ``asini`` (nella visione offuscata che solo un ``ciuccio`` può avere) nel quale anche chi scrive ``ragliava``?, hanno respinto il ricorso n.6160/02 proposto contro la SIAE e tutte le principali censure dei ricorrenti , e poi appellanti incidentali, dando ragione alla nostra cliente SIAE. E le risparmio le altre che, tutte, saranno depositate nel giudizio penale per diffamazione aggravata aperto contro quei giornaletti di periferia .

  4. Quanto alla ``preoccupazione per il danaro degli autori ed editori``, che confermo molto pressante specie dopo aver assistito allo spostamento repentino , appena insediato il c.d.a. di cui Migliacci faceva parte, di fondi dei soci da una banca ad un`altra ``presentata da un congiunto di un consigliere di amministrazione`` compagno di partito del presidente e della stessa Banca ? (sic!), credo anche io che la SIAE abbia errato a fare tante cause da dover poi pagare ``tanti`` onorari per un contenzioso del valore di circa 1.500 miliardi di vecchie lire, ma la colpa sempre dell`ente è, e non certo del professionista che ha lavorato per difenderla, e le assicuro che non cambia il giudizio su quegli errori nemmeno se a dover prendere i giusti compensi è chi scrive.

  5. Da ultimo, stendo un velo pietoso sui provvedimenti adottati da quel c.d.a. dal suo insediamento in poi, compreso l`utilizzo del danaro dell`ente per conciliare le correnti di destra e sinistra nel c.d.a. stesso al punto che hanno fatto finta di far dimettere il sig. Micalizzi per poi contestualmente riprenderselo con 20.000 euro in più di stipendio e una simulazione vergognosa su cui ora indagano anche la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti.

La ringrazio dell`attenzione e attendo entro il termine di legge la formale smentita delle ridicole considerazioni e calunniose ospitate dal suo giornale in quell`articolo, restando ovviamente ella libero di non far nulla e , in tal caso, lasciare a noi il diritto di querelarla come fatto con gli altri.

I miei migliori saluti e sensi della mia stima e considerazione. Prego anche l`Espresso di utilizzare mie foto più recenti.

Avv. Prof. Carlo Rienzi

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