17 Marzo 2009

Guerra sui randagi “Colpa dei sindaci”

Dopo la tragedia in Sicilia scontro sulle responsabilità Il governo: al Sud Comuni fuorilegge. Gli animalisti: norme non chiare

 ROMA La responsabilità? È dei «sindaci del Centro-Sud» per «inattività colpevole». Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, lo va dicendo da tempo: se in giro ci sono cani randagi la colpa è da attribuire a loro perché «il sindaco è autorità sanitaria ed è responsabile in prima persona del benessere animale e del randagismo». Sono loro a non occuparsi, come dovrebbero, «della raccolta, della coppatura e del ricovero di questi animali che sono vaganti e che vanno sterilizzati». Ma Giovanni Venticinque non ci sta. E’ il sindaco di Scicli dove due giorni fa è morto un bambino di dieci anni azzannato da un cane. Dal suo punto di vista la colpa è «dell’assenza di leggi» che, anche quando ci sono, «sono superficiali». E’ vero, non rispetta le regole, il sindaco – a Scicli non c’è un canile – ma il problema, ricorda, è la mancanza di fondi: «Il governo dia alle amministrazioni i soldi per costruire i canili». In Sicilia servirebbero anche delle leggi oltre che i soldi. Sull’isola il ritardo normativo è il più alto d’Italia. La legge nazionale del ’91 è arrivata nove anni dopo. E i decreti attuativi a luglio del 2007. Il risultato? Su 600 mila cani randagi più del 10% sarebbero solo in Sicilia. Aldo Grasselli, segretario nazionale dei veterinari pubblici, non si nasconde che dietro potrebbe esserci «l’ombra della mafia che ha interessi sui canili dove vengono stipati i cani per poi strozzare con le rette i Comuni». Tra accuse e controaccuse, le aggressioni proseguono. Il sottosegretario sta pensando a un provvedimento per creare partnership tra pubblico e privato. Attraverso «convenzioni» – spiega Francesca Martini – si proverà a «mettere in rete la veterinaria pubblica e privata e aumentare così la sterilizzazione dei cani randagi». Ma chi pagherebbe questa integrazione del servizio? Perché finora accade questo: i randagi costano 2-3 euro al giorno nei canili pubblici. Quando il loro numero supera la capienza del canile, dovrebbero essere trasferiti in una struttura privata ma solo in pochi casi si obbedisce alla legge, perché costerebbe due o anche tre volte di più. Colpa dei comuni? Del canile? Del governo che taglia i fondi?  Anche il Codacons, l’associazione dei consumatori, punta il dito «in primo luogo contro i Comuni» che «inventano convenzioni con canili inesistenti». Ma anche contro il sottosegretario Martini che «avrebbe dovuto finanziare adeguatamente il fondo per l’attuazione della legge 281» e poi «di Regioni, e servizi veterinari delle unità sanitarie locali che dovrebbero sottoporre a controllo sanitario le strutture». Secondo la Lav viene abbandonato un cane ogni 3 minuti. Dal loro punto di vista la responsabilità è di Comuni e Province perché «non considerano il randagismo una priorità». Se ci si concentra sul caso della morte del bambino di Scicli l’Enpa, ente per la protezione degli animali, se la prende con chi «invece di custodire e alimentare gli animali, li ha lasciati liberi sul territorio senza cibo né acqua. Per adesso risulta arrestata la persona incaricata materialmente della custodia degli animali ma con quanta leggerezza è stato fatto un affidamento così incauto a una persona oltretutto gravata da precedenti penali specifici?». E Marcella Porpora della Lav Sicilia, parla di «una generale sottovalutazione» del problema: «C’erano 40 cani, erano affidati a una sola persona ma i carabinieri sospettavano la malnutrizione degli animali, i vicini avevano più volte segnalato le fughe attraverso la recinzione». E nessuno aveva preso provvedimenti. I veterinari italiani accusano la politica perché oggi «la gestione della popolazione canina è affidata alla buona volontà dei Comuni, quando non all’improvvisazione». Secondo Carlo Scotti, presidente dell’associazione, esiste un eccesso di delega agli enti locali. E quindi chiede al ministero della Salute un coordinamento delle strutture veterinarie private.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox