15 Aprile 2001

Guerra elettrosmog, giudice ordina alle tv di mettersi in regola

Piemonte, nel mirino Rai e private


Guerra elettrosmog, giudice ordina alle tv di mettersi in regola

ROMA – Continua in tutta Italia la guerra dell?«elettrosmog». La Regione Piemonte ha ordinato alla Rai, a Mediaset e ai responsabili di un`ottantina di emittenti radio-tv private di mettere in regola i ripetitori installati sulle colline di Torino (all`Eremo e alla Maddalena). Gli impianti, come accertato dall` inchiesta del pm Raffaele Guariniello, concorrono a superare i limiti imposti dal decreto ministeriale del 1998. Il magistrato, dopo aver chiesto per due volte alla Regione quali provvedimenti intendeva adottare, il 9 aprile ha scritto al Ministero dell` Ambiente. Il 12 aprile sono partite le ordinanze della Regione. I gestori debbono ridurre la potenza (o eventualmente trasferire l` impianto in altra sede) entro 45 giorni dal ricevimento dell` ordinanza. Se la violazione persiste è possibile arrivare alla disattivazione completa. La Procura ha indagato un` ottantina di responsabili delle emittenti per getto pericoloso di cose (articolo 674 del codice penale) e, in qualche caso, per inosservanza dei provvedimenti dell` autorità (articolo 650). La potenza delle emissioni ha già portato, nel 1999, alla chiusura di un parco giochi al Colle della Maddalena, ricavato proprio sotto le gigantesche antenne. È in corso una consulenza tecnica per fare luce sulle malattie che hanno colpito, in tempi diversi, gli abitanti di una palazzina che sorge nelle vicinanze.

Intanto ora tocca alla Regione Campania scegliere, e in fretta, i siti per delocalizzare gli impianti a rischio elettrosmog: il ministro per le Risorse Agricole, Alfonso Pecoraro Scanio, dopo le polemiche seguite al sequestro dei ripetitori di radio situati sulla collina dei Camaldoli, lancia un appello, che sarà seguito da una petizione popolare, alla Regione, competente in merito in base alla nuova legge approvata a febbraio, perchè vi sia una «delocalizzazione rapida» degli impianti. E, riconoscendo alla Us Navy, la disponibilità alla collaborazione, ribadisce: «O si rientra nei limiti di legge o si spengono i ripetitori».

Infine il Codacons Sicilia annuncia che dopo la propria segnalazione la magistratura indaga sulla situazione creatasi a Valverde, in zona Carminello, dove vi sono 18 tralicci che ospitano 73 utenze, la maggior parte delle quali sarebbero senza autorizzazione. Riccardo Di Bella, responsabile regionale dello sportello elettrosmog del Codacons, sostiene che dei 18 tralicci installati nessuno sarebbe provvisto del certificato di agibilità e la stragrande maggioranza delle utenze non avrebbe l` autorizzazione.

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