1 Marzo 2005

Guerra di cifre sui Tango-bond

In Argentina si continua a stimare una quota intorno al 75%. Nel nostro Paese no da parte di sei sottoscrittori su dieci

Guerra di cifre sui Tango-bond

Fonti bancarie “tagliano“ al 60% le adesioni. Il caso Italia

ROMA – Il fronte del no parte dall`Italia. Sei italiani su dieci non avrebbero aderito allo swap proposto dal governo di Buenos Aires sul debito in default (81,8 miliardi di dollari, esculsi gli interessi). Ma in queste ore si ridimensiona anche la cifra di adesione a livello globale. Quel 75% che fino a ieri sembrava quasi scontato, scende, secondo fonti bancarie, al 60, massimo 70 per cento. Dati certi sull`adesione italiana arriveranno domani, dall`Abi e dalla Tfa, la Task Force Argentina che ha cavalcato il boicottaggio. Ma già adesso le prime proiezioni dicono che il 60% dei piccoli investitori italiani è rimasto alla larga dallo swap. Secondo l`Intesa Consumatori, in mano ai piccoli investitori (450mila) rimarrebbero vecchi titoli per una cifra che si aggira tra gli 8 e i 9 miliardi di euro. Certo può esserci ancora un margine di errore: alcuni risparmiatori potrebbero infatti essersi liberati dei titoli vendendo sul mercato, prima della scadenza. Ma la cifra rimane comunque elevata, soprattutto se confrontata con quella globale. I Tango bond non ristrutturati, secondo le prime indiscrezioni, ammonterebbero, a livello globale, a oltre 20 miliardi di dollari. Il che significa che nei portafogli degli italiani ne sono rimasti poco meno della metà del totale. Un dato che rischia di aprire “un caso Italia“ nella ristrutturazione del debito estero argentino, un “caso“ di cui Buenos Aires è ben conscia. […]
Scaduta l`offerta di Buenos Aires le associazioni si preparano intanto a difendere chi è rimasto fuori dallo swap. Nei tribunali e nelle piazze. Il primo appuntamento è per giovedì 3 marzo davanti a Palazzo Chigi per un sit-in di protesta. E il 26 marzo, molto probabilmente, si terrà a Roma una manifestazione a tutela dei risparmiatori e contro “il governo troppo assente in questa vicenda“. Adoc, Federconsumatori, Adusbef, Codacons e Adiconsum stanno intanto preparando una denuncia contro il presidente argentino Nestor Kirchner. Le accuse: associazione a delinquere e truffa aggravata. Durante l`offerta, secondo le associazioni, sia Ubs che Merril Lynch, due degli advisor dell`Argentina, “avrebbero fatto gli avvoltoi comprando titoli a prezzi bassissimi e, alla fine, guadagnandoci con lo swap“. Nelle aule dei tribunali si chiudono intanto le prime cause contro le banche. Dodici, fino ad oggi, quelle vinte.

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