19 Settembre 2007

Guerra della pasta “Altri aumenti in vista ad ottobre“

OGGI INCONTRO TRA GOVERNO, PRODUTTORI E AGRICOLTORI
Guerra della pasta “Altri aumenti in vista ad ottobre“

“Non più di 25 euro all`anno per una famiglia di quattro persone“. A poche ore dell`incontro tra governo e rappresentanti della filiera dei cereali sul rovente tema dei rincari in tavola i pastai quantificano l`aumento, dicendo di non poter fare a meno di ritoccare i listini verso l`alto, dato che sui mercati internazionali il grano ha toccato il record di 8,71 dollari al quintale. Ma le associazioni di consumatori non accettano queste cifre e ribattono: “Aumenti nell`ordine del 20% per il prezzo della pasta sono privi di fondamento. È vero che nel 2007 il grano è rincarato, ma dopo aver raggiunto nel 2005 il suo minimo storico e senza che allora i produttori di pasta abbiano diminuito il prezzo degli spaghetti“. Insomma i pastai come i petrolieri, secondo l`accusa congiunta di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori: “anzi peggio – aggiungono rincarando la dose – perchè, mentre i petrolieri abbassano il prezzo della benzina solo parecchi giorni dopo la diminuzione del prezzo del barile, i produttori di pasta non hanno mai abbassato i prezzi. Al contrario dal 2001 ad oggi li hanno aumentati del 36%“. E nello scontro entrano gli agricoltori, che denunciano “gonfiature“ tra le quotazioni del prodotto nei campi e i cartellini della vendita al dettaglio. Alle bordate di consumatori e produttori agricoli gli industriali della pasta oppongono altri dati: “Nell`arco di un anno il grano duro ha visto lievitare il suo prezzo del 73%, con picchi del 10% in una settimana – assicura il presidente dell`Unipi, Mario Rummo – la materia prima incide per il 60% sul costo del prodotto e quindi non abbiamo scelta. Ci troviamo di fronte a un aumento e siamo costretti, per far sopravvivere le nostre aziende, ad applicarlo“. Senza contare, aggiungono all`Unipi, che sull`aumento dei listini incidono anche i costi della logistica, gli oneri derivanti dal rinnovo del contratto di lavoro di categoria e l`aumento del prezzo dell`energia e del greggio. Ancor più deciso l`imprenditore pugliese Vincenzo Divella, che è anche presidente della Provincia di Bari, alla guida di una giunta di centrosinistra: “Se il grano continua ad aumentare ad ottobre aumenteremo il prezzo della pasta di altri 10-15 centesimi. Il governo deve intervenire con urgenza perchè nei prossimi mesi la situazione può diventare drammatica. Ora come ora non si sta facendo nulla per capire da chi dipende questa grande bolla speculativa sul grano e colpire quelli che la stanno costruendo“. Intanto, secondo le rilevazioni dell`Ismea, nei primi sette mesi dell`anno le famiglie italiane hanno ridotto del 3,3% gli acquisti dei derivati dei cereali rispetto allo stesso periodo del 2006. Su questo risultato, spiega l`istituto, “hanno pesato i minori acquisti di pasta di semola (-4,8% rispetto al gennaio-luglio 2006) e di pane e prodotti similari (-5,6%)“.

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