23 Marzo 2015

Guerra dei dissalatori alle Eolie Ditta chiede 4,5 milioni di danni

Guerra dei dissalatori alle Eolie Ditta chiede 4,5 milioni di danni

I lavori peri depuratori e i dissalatori delle due isole delle Eolie vanno avanti grazie al finanziamento di circa 50 milioni di euro stanziati dal ministero dell’ ambiente, ma si profila un contenzioso. La società «Ati Lotti» che era stata incaricata in un primo momento di curare il progetto e la direzione dei lavori, ha richiesto un risarcimento dei danni per 4 milioni e mezzo alla Presidenza del consiglio dei ministri, alla Regione e al Comune di Lipari. Il ricorso, curato dagli avvocati Scuderi e Motta di Catania, è stato presentato al tribunale di Palermo e sarà discusso il 15 aprile. La Spa, di cui fanno gli ingegneri messinesi Franco Cavallaro e Riccardo Rugolo, contesta che durante l’ iter «è stata fatta fuori» ed è stato affidato un nuovo incarico alla società «Sogesid». Nella vicenda per la realizzazione degli impianti di Lipari e di Vulcano, che si protrae da 15 anni con ricorsi e contro ricorsi anche amministrativi e con interrogazioni parlamentari, è anche coinvolta la Protezione civile, tenuto conto che le Eolie per l’ emergenza Stromboli, hanno avuto anche una gestione commissariale affidata anche all’ ex sindaco Mariano Bruno, all’ ex prefetto Francesco Alecci e all’ avvocato Luigi Pelaggi. Tra l’ altro con il cambio dei progettisti, a Lipari è stata anche modificata la localizzazione dell’ impianto: la «Ati Lotti» lo aveva previsto in un tunnel a Monte Rosa, mentre il progetto della «Sogesid», è stato previsto a Canneto Dentro, scatenando le ire degli abitanti di Pirrera, Serra e anche di Canneto con ricorsi pure dal Codacons di Messina. È stata contestata anche la localizzazione dell’ impianto di Vulcano ai piedi del cratere. Esposti sono stati inviati all’ Unesco, considerato che le Eolie sono Patrimonio del.

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