4 Giugno 2013

Guerra alle sigarette elettroniche

Guerra alle sigarette elettroniche

Si è scatenata la guerra. La sigaretta elettronica , identificata come la panacea di ogni male da parte dei fumatori stanchi di doversi divincolare tra norme sempre più strette e coercitive è entrata nell’ obiettivo del Consiglio Superiore della Sanità che vorrebbe vietarla nei luoghi pubblici. L’ ESEMPIO FRANCESE – L’ ente ha inviato un parere al ministero della Sanità secondo il quale tali apparecchi andrebbero vietati sia nelle scuole sia nel resto dei luoghi pubblici. Il parere sarebbe ispirato alla migliore evidenza scientifica, alla protezione delle fasce deboli e alle azioni del governo francese, con il ministro della Salute francese, Marisol Touraine, che ha annunciato di voler vietare la sigaretta elettronica in tutti i luoghi pubblici e ai minori di 15 anni. La palla passa ora al ministro Lorenzin prendere una decisione in merito. Il problema, come sottolineato da Repubblica e Codacons, è che ancora sono ignoti gli effetti delle sigarette sull’ organismo. LEGGI ANCHE: Le sigarette elettroniche saranno vietate nei luoghi pubblici LE STRANE RICERCHE – Il Codacons ha inviato una diffida al ministero della Salute e a quello dello Sviluppo economico, chiedendo di analizzare i liquidi che alimentano le e-cigarettes “al fine di eliminare ogni rischio di diffusione di sostanze tossiche e/o nocive per la salute umana e per l’ ambiente”. Eppure sul tema esistono ricerche discordanti . Gli studi sulla sigaretta elettronica (dei quali, secondo l’ Oft -l’ ufficio francese di prevenzione al tabagismo-, circa il 20% sarebbero legati ad interessi privati e l’ 82% indipendenti) si concentrano prevalentemente sugli effetti sulla salute a breve e medio termine. Nessuna relazione offre risposte sulle conseguenze della bionda tecnologica nel lungo periodo. Nel 2011, ad esempio, uno studio pubblicato su una rivista di politica sanitaria pubblica assicurava che le sigarette elettroniche comportano pochi o nessun rischio per la salute. LA POSIZIONE DELL’ AIFA – Un altro rapporto, pubblicato negli Stati Uniti nel 2009 dalla Food and Drug Administration, invece, metteva in guardia dalla presenza di composti tossici. Altri esperti hanno, infine, lanciato l’ allarme per la possibile riduzione della penetrazione di aria nei polmoni. Insomma, allo stato attuale, avere un quadro chiaro sui possibili problemi per la salute alimentati dalla sigaretta elettronica è impresa titanica, soprattutto se relativi al lungo periodo. In Italia l’ Aifa, l’ agenzia italiana del farmaco , spinge invece per l’ imposizione di un limite di età. Ciò significa che i minori di 18 anni non dovrebbero usare questo apparecchio. STABILIRE LE QUANTITA’ DEL DISPOSITIVO – Secondo l’ Aifa è necessario “definire le quantità di nicotina, unica sostanza farmacologicamente attiva tra quelle presenti nelle cartucce di ricarica, in quanto pur riportata tra gli ingredienti come ‘conforme alla Farmacopea internazionale’ da alcuni controlli non risulta esserlo”. Inoltre è indispensabile “stabilire delle specifiche qualitative minime per il dispositivo, poichè le sostanze inalate variano non solo in base al liquido inserito ma anche alla composizione del materiale plastico e alla temperatura raggiunta dal dispositivo stesso, basti pensare alla possibile produzione di ftalati come residui della combustione” perché anche per le sigarette elettroniche prive di nicotina ci sono problemi di sicurezza. NON SERVONO A COMBATTERE IL FUMO – Per l’ Aifa “i prodotti formati nella combustione delle sostanze utilizzate ma anche all’ induzione di comportamenti a rischio dovuti alla falsa convinzione che si tratti di prodotti sicuri”. Perché il liquido dovrebbe essere chiaramente etichettato con riferimento al contenuto e all’ esposizione durante la somministrazione. Inoltre secondo l’ Aifa bisogna combattere il messaggio ingannevole “sul vantato effetto disassuefacente dall’ abitudine del fumo non dovrebbe accompagnare tali prodotti se non sotto controllo medico e si dovrebbe informare l’ opinione pubblica attraverso campagne di sensibilizzazione sui possibili rischi dovuti sia alla presenza di sostanze dannose, sia per l’ induzione di deviazioni comportamentali che possono al contrario riattivare l’ abitudine al fumo”. LEGGI ANCHE: Sigarette elettroniche, arriva il divieto ai minori? I COMMERCIANTI DICONO NO – Infine è necessario segnalare come in Confcommercio qualcuno abbia proposto con due settimane d’ anticipo rispetto alla Consiglio Superiore della Sanità di vietare le svaporate nei locali pubblici. Aldo Cursano, presidente toscano di Fipe Confcommercio, ha chiesto espressamente che le bionde tecnologiche vengano bandite da bar e ristoranti invitando i suoi associati ad imporre un divieto per via delle troppe controversie innescate dalla nuova moda. Maurizio Bologni su Repubblica Firenze, riprendendo un comunicato della Fipe, ha spiegato che in Italia il mercato delle sigarette elettroniche abbia già superato 80 milioni di euro. SERVE BUONSENSO – Secondo un sondaggio Doxa il 7,3 per cento degli italiani ha già provato la sigaretta elettronica e la quota sembra destinata a crescere perché gli italiani sono sempre più attratti dalle e-cigarettes. La cosa crea problemi ai gestori dei pubblici esercizi perché sempre più di frequente capita di imbattersi in avventori che utilizzano la sigaretta elettronica e che ritengono di poterlo fare anche nei luoghi nei quali vige il divieto di fumo. E’ il caso degli oltre 20mila bar della Toscana nei quali i milioni di consumatori, sia residenti che turisti, che ogni giorno “passano”, sembrano disorientati dalla nuova situazione determinata dall’ uso della sigaretta elettronica. Per Cursano il buonsenso non basta più: “Per questo, in attesa che si faccia chiarezza sull’ interpretazione della norma, abbiamo deciso di dare indicazione ai nostri associati di non consentire che in bar e ristoranti si possano utilizzare sigarette elettroniche”. Perché alla fine serve una regolamentazione al fine di evitare il far west normativo.

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