12 Dicembre 2010

“Guerra” alle parabole tv tra multe e polemiche

Non è piaciuta a tutti la «guerra contro le parabole» iniziata alcune settimane fa dal sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino per eliminare dai balconi delle vie del centro e delle frazioni i grandi «piatti» che servono per le ricezioni televisive. I primi accertamenti e le prime multe (di 150 euro a parabola) sono partite e c’ è chi si è informato per fare ricorso. Ma il regolamento di Polizia urbana all’ articolo 22 parla chiaro e afferma che «nel centro storico e in tutte le vie della città le antenne televisive, siano esse terrestri o satellitari o paraboliche, devono essere centralizzate e collocate esclusivamente sulla copertura degli edifici e in particolare, quando possibile, sulle falde interne non prospicienti la pubblica via. Non sono ammesse installazioni singole sui balconi». C’ è anche stato qualche ventimigliese che si è rivolto agli esperti di giornali nazionali e su «Gente» dei giorni scorsi è comparso un articolo in cui Carlo Rienzi, presidente del Codacons, l’ associazione che tutela gli interessi dei consumatori, dà ragione a Scullino. Rienzi sottolinea che il sindaco ha ragione e ha fatto bene ad avviare la lotta alla «parabola selvaggia», che deturpa le facciate dei palazzi e in generale le vie della città. Intanto, il Comune si è già preoccupato di dare indicazioni agli antennisti ventimigliesi, per suggerire di non installare più le parabole sui balconi, ma sui tetti dei palazzi.

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