18 Gennaio 2002

Guerra al fumo: associazioni divise

Viaggio nelle nuove normative in attesa che anche in Sabina comincino i controlli dei carabinieri del Nas
Guerra al fumo: associazioni divise
Ascom e Codacons non si accordano sulle dichiarazioni del Ministro

Le stangate contro il fumatori risparmiano i reatini. Delle oltre 500 operazioni svolte nel giro di tre giorni in tutta Italia per il rispetto dei divieti alle sigarette, nessuna ha toccato ospedali, scuole o uffici di Rieti e provincia. Lo conferma anche il comando dei Carabinieri reatino: il giro di vite contro il fumo scatterà in ritardo, poiché «i servizi ispettivi devono ancora essere organizzati – rispondono da via Cintia – spetterà ai Nas di Viterbo l`applicazione delle nuove sanzioni previste dalla Finanziaria. Agiranno in borghese, di propria iniziativa o raccogliendo denunce dei cittadini».
Se le maxi contravvenzioni, da 25 a 500 euro, si faranno aspettare, intorno alla lista dei luoghi dove il fumo è bandito le polemiche si accendono puntuali. Secondo il Codacons, infatti, l`elenco che riportiamo (tratto dalla circolare numero 4 del ministero della Sanità del 28 marzo scorso) è incompleto poiché non prevede l`estensione del divieto ai pubblici esercizi come bar, pub e ristoranti. «Esistono numerose sentenze di Cassazione in cui si vieta il fumo in questi luoghi – dice Marco Tiberti, responsabile provinciale dell`associazione di volontariato – eccezion fatta per quei locali in cui vengano allestite aree dotate di efficienti sistemi di areazione, come previsto dalla vecchia legge 584 del 1975». Ma la smentita delle associazioni dei commercianti non tarda: «Tutto falso – dice il direttore dell`Ascom, Giuseppe Morciano – Il campo di applicazione della legge non è modificato dalla disposizione voluta dal Ministro. La Fipe (Federazione italiana pubblici esercenti, ndr) ha le idee chiare in proposito. Del resto non si può di punto in bianco pretendere dagli esercenti grossi investimenti per adeguare i loro locali con impianti di areazione».

Eppure, a proposito, le dichiarazioni dello stesso ministro Girolamo Sirchia, sono chiare: «Bar e ristoranti devono esser dotati di impianti capaci di riciclare 80 metri cubi d`aria all`ora». Ma al Codacons non basta: «Su questo aspetto serve un chiarimento definitivo da parte del Governo – aggiunge Tiberti – affinché si stabilisca chiaro e tondo il divieto in tutti i locali pubblici non attrezzati con aree per fumatori. Nel frattempo stiamo raccogliendo numerose segnalazioni di infrazioni che in seguito inoltreremo ai carabinieri».
Nei ristoranti, dove prima si chiudeva un occhio per non perdere il cliente, l`inasprimento delle sanzioni ha suggerito diverse reazioni. Rita Galassetti (Bistrot in piazza San Rufo): «Allestiremo una delle nostre tre sale per chi fuma. Prima di acquistare gli aeratori l`Ascom ci ha consigliato di aspettare». Sandro Serva (La Trota, Rivodutri): «Noi abbiamo già un impianto per il riciclo dell`aria. Ci adegueremo ai nuovi standard». La soluzione più scontata ed economica? Quella del ristorante Roma di Amatrice: «Abbiamo fatto sparire i posacenere e messo i cartelli del divieto per dire basta al fumo attivo e passivo».

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