Guerra al Consorzio del Parmigiano In Coldiretti c’ è chi dice no
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fonte:
- Modena Qui
. La campagna lanciata da Coldiretti contro la gestione del Consorzio del Parmigiano Reggiano? Mero opportunismo, attacchi strumentali, volti unicamente a disarcionare l’ attuale presidente, Giuseppe Alai, ed assumere le redini dell’ ente di tutela. E’ la tesi fin qui sempre sostenuta dallo stesso Consorzio e respinta con forza da Coldiretti, ma ora anche all’ interno dell’ associazione dei coltivatori c’ è chi inizia a manifestare qualche perplessità. A rompere gli indugi ed uscire allo scoperto è stato un iscritto della sezione di Reggio Emilia, che nei giorni scorsi ha inviato una dura lettera rivolta ai vertici regionali dell’ organizzazione di matrice storicamente cattolica. Secondo il ‘dissidente’, il vero obiettivo della crociata condotta nell’ ultimo anno da Coldiretti contro il consorzio sarebbe stato mettere in cattiva luce Alai, uomo di Confcooperative, e favorire Uecoop, la neonata centrale mutualistica costituita proprio da Coldiretti. «Quando si fanno delle accuse pubbliche o si hanno prove certe su ipotetici affari perpetrati ai danni del consorzio dagli stessi dirigenti, allora vanno sostenute, o diversamente si scelgono altre strade per fugare timori, preoccupazioni o inopportunità che ci possono anche essere state e allora andava fatto in altro modo, coinvolgendo i rappresentanti delle professionali e cooperative che gestiscono il consorzio stesso», scrive l’ iscritto nella sua missiva, rivolto in particolare al presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello. Come noto, a scatenare la furia dell’ associazione era stata la notizia della presunta partecipazione di Alai, attraverso diversi passaggi societari, nel capitale di una ditta ungherese produttrice di un formaggio concorrente del Parmigiano. Ma negli ultimi mesi l’ offensiva di Coldiretti ha fatto leva anche sull’ arresto dell’ allora direttore dell’ ente di tutela, Riccardo Deserti (peraltro, per vicende riguardanti la sua passata attività al ministero dell’ Agricoltura). Nel frattempo, Deserti è stato sospeso dalla sua carica all’ interno del consorzio, ma gli attacchi di Coldiretti non si sono placati. In difesa dell’ ente, invece, si è levatolo scudo di Agrinsieme, coordinamento che raggruppa tutte le altre associazioni di categoria, da Cia a Confagricoltura, fino all’ Alleanza delle cooperative (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare). Quando, circa un anno fa, tale coordinamento fu costituito, Coldiretti decise di non unirsi. Qualche mese più tardi, l’ associazione diede vita alla sua centrale cooperativa, la già citata Uecoop. Ed è proprio per far salire le quotazioni del nuovo soggetto e guadagnare spazi di potere che – secondo il ‘dissidente’ reggiano – Coldiretti avrebbe lanciato la sua guerra al Consorzio del Parmigiano Reggiano. L’ offensiva registra le prime defezioni, insomma, ma lo scontro va avanti. E Coldiretti ha già trovato preziosi alleati nelle associazioni dei consuma tori (vedere articolo alato). ¦ Enrico Mingori Dopo gli esposti depositati dal Codacons in quattro Procure della Repubblica e alla Corte dei Conti, un’ altra associazioni di consumatori si schiera contro i vertici del Consorzio del Parmigiano Reggiano. In una nota, Parmigiano Reggiano, la Federconsumatori attacca il presidente dell’ ente, Giuseppe Alai: «Chi è ai vertici deve essere lontano da ombre», osserva l’ associazione con riferimento alle polemiche che nell’ ultimo anno hanno visto al centro il numero uno del consorzio. Federconsumatori Parma si dice «fortemente preoccupata dalle vicende giudiziarie e dalla mancanza di trasparenza che offusca il ruolo e l’ importanza del Consorzio del Parmigiano Reggiano, la cui finalità è quella di vigilare sulla produzione e sul commercio del formaggio (a tal fine utilizza anche fondi pubblici), uno dei vanti del made in Italy». Per l’ associazione, dunque «appare naturale, pertanto, che il Consorzio tutto, a maggior ragione chi è ai vertici, debba restare lontano da qualsiasi ombra o dubbio, soprattutto dopo i recenti sospetti circa la contiguità del presidente con una società produttrice di formaggi potenzialmente concorrenziali ed in grado di confondere il consumatore: i cosiddetti similgrana». E’ fondamentale, conclude Federconsumatori, «che le autorità intervengano con determinazione per rafforzare la trasparenza e salvaguardare la qualità e la tipicità dei nostri prodotti. Questo attraverso un potenziamento dei controlli, nonchè battendosi perla normativa sull’ etichettatura ed il contrasto a imitazioni e italian sounding».
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