3 Agosto 2007

Guerra ai pirati delle moto d`acqua

Guerra ai pirati delle moto d`acqua
Pecoraro Scanio: “Sono pericolose, controlli severi“. Capitanerie allertate

ROMA LI CHIAMA pirati: sono i piloti dei mezzi a motore che solcano i nostri mari troppo vicini alle coste; quindi motoscafi e natanti vari, ma soprattutto moto d`acqua, quelle che – secondo il ministro dell`Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio – fanno più paura perché sono veri e propri proiettili e il gioco spesso prende la mano a chi le guida. Come a un giovane di Anzio, 23 anni, morto il 17 giugno dopo essere stato sbalzato dal suo bolide. Sette gli incidenti in appena due mesi. PECORARO Scanio ha scritto al comandante generale delle Capitanerie di porto, ammiraglio Raimondo Pollastrini, invitando a una maggiore vigilanza ora che si entra nei giorni più caldi della stagione in cui l`afflusso sulle coste è strabordante; così bisogna dare impulso “alle attività di prevenzione e di ferma repressione“ sia nei comportamenti lesivi delle persone sia per la “tutela dell`ecosistema marino“. In effetti il titolare dell`Ambiente e presidente dei Verdi (che aprono la mail [email protected] per denunciare “usi incivili e fuori norma dei mezzi“), punta molto su quest`ultima parte parlando di “impatto negativo che i cattivi comportamenti in mare possono avere sull`ambiente in termine di inquinamento e aggressione del delicato equilibrio floro-faunistico, in particolare in prossimità delle 26 aree marine protette che rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro Paese“. D`ALTRONDE anche un`autorità come Enrico Alleva, dell`Istituto superiore di sanità, ha disegnato i pericoli del mare e ha posto i motoscafi e gli acquascooter al primo posto, soprattutto quando la maleducazione umana e l`irresponsabilità sono più evidenti. “A sub, amanti dei fondali o semplici bagnanti – dice – devono fare più paura le eliche dei motoscafi condotti da chi sfreccia a poca distanza dalla battigia (è accaduto a un sessantenne napoletano a Crotone, travolto mentre pescava in apnea, ndr) o gli improvvisati conducenti degli acquascooter piuttosto tracine, meduse o squali: le vere tragedie può causarle l`uomo“. E IL CODACONS, nel redigere il suo decalogo delle cose da non fare in vacanza, sottolinea perentorio: “Basta coi pericolosi e rumorosi acquascooter o barche a motore che arrivano fino a riva“. Appunto la riva: ma quali sono le regole per questi mezzi? Le ha ricordate recentemente anche il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, in una sua circolare. L`acquascooter può viaggiare oltre i 200 metri dalla costa, senza evoluzioni pericolose, e per arrivarci deve esserci un passaggio fra le boe che si deve compiere a bassissima velocità. LA SANZIONE prevista per chi non rispetta questa semplice e basilare regola, è fra i mille e i seimila euro di multa. L`hanno subita in molti in quest`estate.

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