28 Novembre 2013

Guasti sulle linee per Brescia e Milano Mattinata di passione per i pendolari

Guasti sulle linee per Brescia e Milano Mattinata di passione per i pendolari

Per una volta che i pendolari che viaggiano in treno fra Bergamo e Milano non hanno avuto particolari problemi, una mattinata di passione è toccata ieri ai viaggiatori che salgono a Treviglio o nelle altre stazioni della Bassa. A causa del blocco di ben 44 treni chi viaggiava nell’ ora di punta è arrivato a destinazione con ritardi anche superiori all’ ora, mentre chi è salito sui treni nel resto della mattinata ha dovuto sopportare disagi minori fino a mezzogiorno. Nemmeno si fossero messi d’ accordo, a pochi minuti di distanza uno dall’ altro sono saltati (pare a causa del freddo intenso della nottata) due diversi sistemi di distanziamento. Cioè il complesso di segnalazioni che aggiorna i conducenti dei treni sulla presenza o meno di altri convogli sul binario che stanno percorrendo. Alle 7 si è guastato l’ impianto alla stazione milanese di Lancetti, quella del Passante, mentre alle 7.40 è andato in tilt quello di Rovato, sulla Brescia-Milano. Risultato: treni fermi e corse cancellate o partite con grande ritardo, e disagi per migliaia di viaggiatori. Il primo guasto è durato fino alle 8.40, ma nel frattempo ci sono andati di mezzo trenta treni regionali, di cui venti hanno registrato ritardi fino a un’ ora, mentre dieci si sono fermati a stazioni intermedie e i passeggeri sono stati costretti ad aspettare (a lungo) il treno successivo. Fra questi, ci sono stati anche i convogli delle linee S5 Treviglio-Varese e S6 Novara-Pioltello-Treviglio, mentre gli altri andavano a Saronno, Lodi e Pavia. Mentre i tecnici di Rfi erano al lavoro per effettuare la riparazione, è scattato l’ altro guasto, che è durato dalle 7.40 alle 9.30, e che ha costretto a fermarsi quattro Frecciabianca e dieci regionali della linea Milano-Brescia. I pendolari che sono saliti a Treviglio sul treno delle 7.45 sono stati gli ultimi ad arrivare a Porta Garibaldi in modo normale: cioè con i nove minuti di un ritardo al quale sono rassegnati. Gli altri hanno dovuto aspettare a lungo. Per esempio il treno delle 7.52 è in realtà entrato nella stazione di Treviglio alle 8.36 per poi arrivare a Milano alle 9.02 invece che alle previste 8.17; il convoglio delle 8.02 è giunto a Lambrate alle 9.18 piuttosto che alle 8,26; quello delle 8.13 invece di arrivare a Milano Centrale alle 8.45 ha sbarcato i passeggeri alle 9.43, e così via con ritardi a catena che sono durati a lungo. Il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli è subito intervenuto per chiedere che chi è rimasto coinvolto nei ritardi di ieri possa acquisire «il diritto a un rimborso sul successivo abbonamento e al rimborso del biglietto ordinario». Secondo il Codacons Trenord e Regione devono rivedere «le modalità per concedere i rimborsi e gli indennizzi previsti per i pendolari, in considerazione della recente sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha stabilito che è obbligatorio il rimborso anche quando il ritardo è dovuto a causa di forza maggiore. Fino a che non ci saranno dei rimborsi seri per i pendolari non si uscirà da questa situazione». Fabio Paravisi.
fabio paravisi

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