22 Agosto 2001

Guariniello indaga per lesioni colpose

L?INCHIESTA DI TORINO


Guariniello indaga per lesioni colpose

Interrogato il direttore della Farmacovigilanza: ha consegnato una lista con 35 nomi

MILANO – Quattordici ore di colloquio-interrogatorio fino alle tre del mattino nella sede della Bayer, poi, ieri mattina in Procura a Torino, tre ore – anche queste di colloquio-interrogatorio – con il direttore del servizio “Farmaco-vigilanza“ e un riesame dei documenti e di due giorni di frenetica quanto segretissima attività. Alla fine, a metà pomeriggio di ieri, il Pm Raffaele Guariniello ha cambiato il titolo del fascicolo che aveva aperto una settimana fa: da “indagine conoscitiva“ su possibili effetti nocivi del farmaco Lipobay“ a “ipotesi di lesioni colpose“. Lasciandosi anche una porta aperta, nel senso che se venisse provato che la Bayer aveva nascosto i rischi del medicinale, si potrebbe prospettare un titolo di reato ben più grave, quello di “lesioni dolose“. Si delinea insomma con maggior precisione l?ambito in cui si muove l?inchiesta aperta autonomamente dal Pm torinese, inchiesta che si sta trasformando di fatto in una indagine sull?operato della multinazionale (relativamente al Lipobay), ma che coinvolge anche le strutture sanitarie italiane in materia di tutela e prevenzione.

Il tutto in una atmosfera solo apparentemente tranquilla (almeno alla Bayer, dove tutti sono molto gentili e sorridono), visto che mano a mano che i giorni passano aumentano le segnalazioni e le denunce, che si stanno estendendo oltretutto anche a farmaci con lo stesso principio attivo del Lipobay, la cerivastatina. E non si tratta soltanto di un problema di allarmismo o di psicosi, visto che esiste un preciso riscontro nell?andamento dei casi segnalati ufficialmente. Erano 17 otto giorni fa, sono diventati 25 dopo due giorni, 30 il giorno dopo ancora e ieri Roberto Raschetti, direttore di “Farmaco-vigilanza“, ha consegnato a Guariniello una lista con 35 nomi. Questo mentre l?affannato centralino del ministero della Sanità tenta inutilmente di inseguire le decine di segnalazioni e le diverse Procure sono sommerse da denunce (nella maggioranza dei casi verbali) di chi afferma di aver avuto disturbi assumendo il Lipobay.

L?inchiesta torinese sta in ogni caso rivelando un dato preciso quanto inquietante: al di là dei danni (più o meno gravi e fortunatamente non mortali, almeno per ora) provocati dal medicinale della Bayer, non funziona o funziona molto male la capacità del sistema sanitario a reagire tempestivamente ad allarmi legati ai medicinali. Le polemiche di queste ore tra medici di base, case farmaceutiche, Ministero, Codacons, sindacati e Ordine dei Medici la dicono lunga in proposito e d?altronde – al di là di responsabilità oggettive – la stessa Bayer ha cambiato 4 volte la stesura del “bugiardino“ dal ?97 a oggi senza che nessuno tra le varie autorità sanitarie pensasse di approfondirne i motivi. Intanto non è detto che il Pm torinese resti “solo“. Anche la Procura di Milano sta valutando l?ipotesi di aprire un fascicolo (magari sulla base di una denuncia), mentre quella di Firenze potrebbe muoversi in tempi ancora più brevi. E il Pm Guariniello potrebbe iscrivere qualche nome sul registro degli indagati già la settimana prossima.

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