Guariniello alla Bayer: “Troppi silenzi“
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fonte:
- la Repubblica
nuova inchiesta a Roma
Guariniello alla Bayer: “Troppi silenzi“
Deceduta una donna di 77 anni al Sant`Eugenio. La nipote denuncia: era in cura con il farmaco anticolesterolo
TORINO – Alla Procura di Roma ostentano cautela: «Stiamo attenti, non c`è alcuna certezza che questo decesso sia stato causato dal Lipobay». Ma poi aggiungono: «Anche se, è vero, i sintomi – progressiva distruzione dei muscoli, blocco renale e intestinale, paralisi – sembrerebbero portare in questa direzione». Il fascicolo aperto dalla magistratura capitolina con l`ipotesi di omicidio colposo porta il nome di Aurora Rongione, medico napoletano di 77 anni, spirata venerdì sera all`ospedale Sant`Eugenio dove era ricoverata dal 4 agosto per una gravissima rabdomiolisi. La nipote della donna, che ieri mattina ha sporto denuncia, ha riferito che la zia curava una psoriasi con ciclosporine e l`ipercolesterolemia con il Lipobay: potrebbe essere questo il cocktail che l`ha uccisa.
L`indagine è stata affidata al sostituto procuratore Emanuele Di Salvo, che ieri pomeriggio ha già fatto eseguire l`autopsia sul corpo della paziente. Dalla perizia dovrebbero scaturire informazioni essenziali, ma il magistrato può già contare sul racconto dettagliato della nipote di Aurora Rongione, anche lei medico, che ha ricostruito la malattia dell`anziana parente. La donna aveva cominciato ad avvertire i primi sintomi a luglio, a Napoli, con «semplici» dolori alle gambe, ma la situazione era rapidamente peggiorata senza che i sanitari che la curavano capissero perché. Ai primi di agosto un blocco renale e intestinale, il trasferimento al Sant`Eugenio, un intervento all`addome, l`ingresso in rianimazione, venerdì il decesso.
Il nuovo caso di morte sospetta registrato ieri a Roma arriva nel giorno in cui il procuratore torinese Raffaele Guariniello, titolare dell`inchiesta sui rischi e la diffusione del Lipobay, trae dall`esame dei documenti acquisiti dalla Bayer o sequestrati al ministero della Salute altri elementi che arricchiscono un quadro preoccupante. Un quadro con due protagonisti: le autorità sanitarie italiane, alquanto «distratte» sui dati che rivelavano i pericoli derivanti dalla cerivastatina (tanto che la Commissione Unica del Farmaco concesse l`aumento del dosaggio parlando di «buona tollerabilità» del preparato), e i vertici della casa farmaceutica tedesca, a carico dei quali emergono particolari rivelatori di silenzi ingiustificati e consapevoli reticenze sugli effetti dannosi del loro prodotto.
Proprio i manager di Leverkusen potrebbero essere i primi indagati dell`inchiesta. Devono spiegare perché l`ultimo rapporto semestrale della Bayer alle autorità europee negava, smentito dai dati, un aumento dei casi di rabdomiolisi; o perché, un anno prima, il «no» alle modifiche dei foglietti illustrativi già attuate negli Stati Uniti era stato giustificato con la differente incidenza degli effetti collaterali in Europa: una dozzina di casi in meno. Se provata, la loro malafede potrebbe chiamarli in causa per reati come lesioni colpose (a Torino sono già una ventina i casi su cui si indaga), commercio di farmaci imperfetti o altre imputazioni che il magistrato sta valutando in questi giorni.
Intanto un altro caso di sospetta rabdomiolisi si registra ancora a Roma, dove il Codacons ha raccolto la denuncia di Giancarlo Iocca, 39 anni, semiparalizzato dopo una terapia di torvastatina. E a Pavia un cinquantenne che, dopo un infarto, aveva partecipato a una sperimentazione coordinata dal Policlinico San Matteo sugli effetti del Lipobay sugli infartuati, ha deciso di far causa alla Bayer: «Mi hanno usato come cavia»; ma l`ospedale replica: «Era consenziente, e comunque il test è stato interrotto».
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