3 Dicembre 2011

Guarguaglini, il "caso buonuscita"  

Guarguaglini, il "caso buonuscita"
 

ROMA All’ indomani delle dimissioni dalla presidenza di Finmeccanica, è polemica sulla liquidazione di 5,5 milioni di euro di Pier Francesco Guarguaglini, coinvolto insieme alla moglie nell’ inchiesta sugli appalti Enav. Il Pd chiede alla magistratura «il sequestro conservativo delle somme» definite «sproporzionate e non giustificabili» e annuncia un’ interrogazione parlamentare. L’ Idv auspica che «il governo blocchi la liquidazione e avvii semmai al più presto un’ azione di responsabilità nei suoi confronti». Per il partito di Nichi Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà «è davvero scandaloso che un personaggio come Guarguaglini, che come emerge dalle inchieste più che a capo di un’ azienda pubblica strategica era parte di una cricca di sottogoverno clientelare, possa avere una liquidazione di oltre 5 milioni». Sulla stessa linea anche Fli che chiede al governo di bloccare la liquidazione definendola «una vergogna e un oltraggio all’ Italia e agli italiani onesti». I 5,5 milioni di euro devono poi «essere sequestrati a scopo cautelativo dalla magistratura» secondo il Codacons perché «potrebbero – spiega l’ associazione consumatori – servire per risarcire i piccoli azionisti del gruppo, che hanno subito perdite ingentissime in borsa, a causa della pessima gestione di Finmeccanica e delle torbide vicende emerse negli ultimi giorni». Intanto l’ ex presidente si difende: «Se uno pensa che Alessandro Profumo ne ha presi quaranta, non mi sembra che si possano fare dei paragoni».
 
 

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