21 Settembre 2011

>>>ANSA/ TBC: SETTE INDAGATI, INFERMIERA GEMELLI MAI VISITATA

 
PM, SISTEMA CONTROLLI FALLACE. GEMELLI,DISPONIBILI A COLLABORARE

   (ANSA) – ROMA, 21 SET – Un sistema "fallace", gravi
inefficienze nei controlli delle visite obbligatorie del
personale. E’ questo il quadro che gli inquirenti della Procura
di Roma tratteggiano nell’ambito dell’inchiesta sui casi di tbc
al Policlinico Gemelli con l’iscrizione nel registro degli
indagati di sette persone. Negligenze tali che in sei anni, dal
2005, anno in cui l’infermiera è risultata positiva alla tbc,
la donna non è stata mai sottoposta a visite di controllo che,
invece, come accertato dagli inquirenti, dovevano avvenire ogni
anno. E il Policlinico Gemelli, in una nota, confermato "la
volontà e la piena disponibilità a collaborare con la
magistratura per chiarire in tutti i suoi aspetti la vicenda" e
sottolinea "che i casi di soggetti malati di Tbc sono due
(l’infermiera e una bambina) e che tale circostanza dimostra che
nessuna epidemia è in atto".
  Il procuratore aggiunto Leonardo Frisani e il sostituto
Alberto Pioletti hanno iscritto nel registro degli indagati per
i reati di epidemia colposa e lesioni colpose cinque medici e
due amministrativi. Tra questi anche il medico di base
dell’infermiera colpita nel luglio scorso dal micobatterio.
   Tra gli indagati c’é anche Costantino Romagnoli,
responsabile del reparto di neonatologia dove dal febbraio del
2010 prestava servizio l’infermiera. Con lui iscritti anche il
datore di lavoro, il coordinatore dei medici che dovevano
effettuare le visite del personale e due medici deputati alla
visite. Avviso di garanzia anche per il medico di base che aveva
in cura la donna: per la Procura è "colpevole" di non aver
saputo diagnosticare la malattia.
   Secondo quanto si è appreso, inoltre, le prime risultanze
della consulenza disposta dalla Procura di Roma indicherebbero
il collegamento tra il ceppo infettivo che ha colpito
l’infermiera e quello riscontrato sull’unica bimba ammalata di
tbc, nata nello scorso luglio al Policlinico Gemelli. Questo era
uno dei quesiti posti ai consulenti. Nella perizia, che
arriverà sulla scrivania dei pm nei prossimi giorni, inoltre si
chiede se "la positività alla tbc equivalga alla malattia",
se sono "state adottate idonee terapie a scongiurare il
contagio", "se sono stati effettuati controlli idonei" e "se
la signora si è ammalata per il contatto con il marito (anche
egli affetto da tbc) o con altri soggetti".
   Non è escluso che nei prossimi giorni i sette, già
ascoltati nel corso delle ultime settimane, vengano nuovamente
interrogati.
  "Meglio tardi che mai", è il commento del presidente del
Codacons, Carlo Rienzi, che su questa vicenda ha presentato un
esposto. "Bisognava effettuare le iscrizioni subito – prosegue
– Non si può lasciare una infermiera positiva di tbc lavorare
in un reparto come quello di neonatologia". La notizia dei
primi indagati è accolta con soddisfazione anche dal legale
della donna risultata, così come il figlio nato nel luglio
scorso, positiva al micobatterio e che aveva presentato un
esposto in Procura. "Ribadiamo la massimo fiducia nella procura
di Roma che su questa vicenda – afferma l’avvocato Luca Petrucci
– sta lavorando con determinazione. Attendiamo con serenità lo
sviluppo dell’inchiesta che, ci auguriamo, faccia totale
chiarezza su cosa sia avvenuto in questi mesi nel reparto del
Gemelli". "Sono certa che la magistratura farà chiarezza",
ha commentato il Presidente della Regione Renata Polverini.
(ANSA).

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