29 Marzo 2011

>>>ANSA/ SCUOLA: SU PRECARI MINISTERO LAVORA A SOLUZIONE-TAMPONE

FLC CGIL, NO SOLUZIONI URGENZA,MINISTRO CONVOCHI TUTTI SINDACATI

(ANSA) – ROMA, 29 MAR – Per i precari della scuola ci si sta
muovendo su due fronti contrapposti. Se il ministero, alla luce
delle recenti sentenze dei Tribunali, ha messo oggi sul tavolo
della trattativa con i sindacati una misura-tampone per la
gestione delle graduatorie, anche se non ufficialmente si sta
pensando anche alla soluzione “decreto legge”, il Codacons ha
fatto partire la più grande class action pubblica mai avviata
in Italia notificando una diffida ai ministri Gelmini e Brunetta
e chiedendo la stabilizzazione di 40 mila precari della scuola e
un maxi-risarcimento (30 mila euro a testa) per le mancate
retribuzioni. Intanto, stamani, in concomitanza con un incontro
tecnico a viale Trastevere, alcune decine di insegnanti precari
non abilitati hanno protestato rumorosamente sulla scalinata del
ministero.
Ma in serata Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc Cgil, ha
detto con forza un “no” a “provvedimenti d’urgenza e
soluzioni raffazzonate e dannose” per risolvere la questione
precari e ha chiesto al ministro Gelmini di confrontarsi con
tutte le organizzazioni sindacali, evitando ancora una volta
soluzioni pasticciate che tanto male fanno al personale e alla
scuola pubblica”.
Secondo quanto si apprende, la presa di posizione della Flc
Cgil potrebbe far riferimento all’idea che starebbe maturando in
ambienti governativi di tamponare la situazione dei precari con
un apposito decreto legge. Le stesse fonti hanno riferito anche
di un mini vertice in proposito a cui avrebbero partecipato i
ministri Tremonti, Gelmini, Fitto e Sacconi, insieme solo con
una rappresentanza sindacale.
Sulla annosa vicenda delle graduatorie, al momento, l’ultima
parola spetta all’Avvocatura generale dello Stato. Dovrà,
infatti, verificare la tenuta giuridica delle due soluzioni
possibili prospettate: aggiornamento delle graduatorie con
possibilità di cambiare provincia o possibilità di
aggiornamento esclusivamente all’interno della provincia di
attuale inserimento. Una risposta è attesa nell’arco di una
decina di giorni.
Lo Snals-Confsal ritiene che l’ipotesi di aggiornare i
punteggi dei docenti nella provincia in cui sono inclusi sia sia
“la sola a consentire la reale effettuazione delle nomine in
ruolo e degli incarichi ‘annuali’ a tempo determinato senza
cambio di docenti nel corso dell’anno scolastico”.
La Uil scuola preme per un incontro “urgentissimo” con il
ministro Gelmini “per dare soluzioni strutturali al problema
precariato”. “La questione non può essere affrontata come se
fosse una semplice pratica burocratica. Insistiamo nel proporre
un pacchetto che includa – spiega il segretario generale,
Massimo Di Menna – immissioni in ruolo sui posti vacanti in
organico di diritto, definizione dell’organico funzionale e
contratti pluriennali, bando di concorso”.
Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola,
invoca da subito un consistente piano di assunzioni: “una
scelta per la quale ci sono le disponibilità e che si può
rivelare, anche rispetto al contenzioso in atto, utile e
conveniente”. E per le graduatorie suggerisce di salvaguardare
quanto più possibile le aspettative di chi vi è incluso, senza
continui e periodici stravolgimenti delle posizioni occupate.
Non bastano, per il leader della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo,
soluzioni tampone. “Per questa ragione – dice – abbiamo chiesto
il blocco dei tagli e un piano straordinario per la
stabilizzazione di centomila lavoratori precari della scuola”.
E mentre l’Italia dei Valori chiede le dimissioni della
Gelmini e il Pd invita il ministro ad ascoltare le proposte che
da tempo le rivolgono opposizioni e parti sociali se non vuole
vedersi costretta a risarcire schiere di precari, il Codacons
guarda anche all’università presentando un’altra diffida per
conto di circa 12mila Professori universitari a contratto,
operanti nelle facoltà di tutta Italia, “una categoria che, pur
avendo compiti e mole lavorativa del tutto identica ai docenti
interni, riceve un trattamento economico da fame, che si aggira
sui 4 euro l’ora, la metà di una colf!!”. (ANSA).

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