>>>ANSA/ INFLAZIONE:AL TOP DA 2008;STANGATA 52 EURO PER LUCE,GAS
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fonte:
- Ansa
ISTAT, 2,7% CON CARO-VACANZE; E DA DOMANI AUMENTA ACCISA BENZINA
(ANSA) – ROMA, 30 GIU – Inflazione che torna a correre,
stangata da 52 euro per luce e gas, aumento dell’accisa sulla
benzina. La giornata di oggi è una vera e propria Caporetto per
i consumatori, accerchiati da notizie allarmanti per il proprio
portafoglio.
Il primo segnale del giorno nero arriva dall’Istat, che
certifica prezzi in corsa a giugno, dopo la pausa di maggio, con
un indice tendenziale in aumento del 2,7%, ai massimi dal 2008.
Si tratta, quindi, dell’aumento tendenziale più forte da oltre
due anni e mezzo, mentre su base mensile la crescita dei listini
é decisamente più moderata, anzi quasi piatta (+0,1%). A
tenere alta l’asticella dei prezzi a giugno sono, sopratutto, i
trasporti, che mettono a segno una crescita annua del 6,2%,
toccando i massimi da settembre del 2008. In particolare,
salgono i biglietti per aerei (+13,8%), traghetti (+52,8%) e
treni (+8,4%), trainati anche dal caro-vacanze che si ripercuote
su campeggi e stabilimenti. I prodotti della tavola, invece,
rimangono protagonisti dell’accelerazione solo a metà, con la
frutta e verdura che risentono delle vicende legate al batterio
killer, mentre gli alimentari lavorati e le bevande proseguono a
salire, basti pensare che il caffé registra un aumento a doppia
cifra (+11,6%). Una boccata d’ossigeno, ma solo rispetto a
maggio, arriva dal settore carburanti: la benzina è aumentata
dell’11,9% (+11,0% a maggio) su base annua, mentre è scesa
del’1,1% su base mensile, mentre il gasolio è salito del 14,0%
su anno (+15,1% a maggio) ed è, invece, calato del 2% su mese.
A giugno, insomma, le famiglie italiane hanno dovuto fare
fronte ad aumenti consistenti, ma dovranno prepararsi ad
allargare ancora i cordoni della borsa, innanzi tutto per le
bollette di luce e gas. L’Autorità per l’energia, nel consueto
aggiornamento trimestrale, ha infatti stabilito che da domani si
pagherà l’1,9% in più per l’elettricità (+8 euro su base
annua) e il 4,2% in più per il metano (+44 euro). L’aggravio
per una famiglia media sarà dunque di 52 euro e non potrà che
riversarsi anche sull’inflazione di luglio. A pesare sugli
aumenti, spiega l’Autorità, sono "i rialzi e il lungo
protrarsi delle elevate quotazioni petrolifere", ma anche "gli
incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate". Basti pensare
che sulla spesa totale media annua di 445 euro, 58 euro se ne
vanno per i cosiddetti ‘oneri generali di sistema’, su cui gli
incentivi per le rinnovabili pesano per circa l’86%.
Ma non è finita qui. Sempre da domani scatterà infatti il
nuovo aggiustamento delle accise (+0,19 centesimi al litro per
finanziare il Fus). Per il momento le compagnie non hanno
previsto rialzi, ma il Codacons avverte che con l’incremento di
domani e con quello scattato il 28 giugno per fronteggiare
l’emergenza immigrati, le famiglie andranno incontro a una
stangata complessiva che inciderà per 60 euro ad autovettura,
su base annua. Per questo Adusbef e Federconsumatori sono pronti
a "dare battaglia" e la Cna-Fita proclama per il 25 luglio una
giornata di protesta nazionale. Gli aumenti, del resto, non
convincono neanche i petrolieri, con l’ Unione petrolifera che si
dice "sorpresa e perplessa" per la decisione comunicata
martedì scorso.
Sul fronte benzina, infine, c’é da registrare la polemica
tra gestori ed Eni. Faib e Fegica hanno deciso la chiusura degli
impianti del Cane a sei zampe per il 14 luglio per protestare
contro "la politica dei prezzi dell’Eni, superiori alla
media: 1 centesimo in più rispetto agli altri distributori e 10
centesimi in più rispetto alle pompe bianche". Ma la compagnia
ribatte: i nostri prezzi medi sono tra i più bassi d’Italia.
(ANSA).
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