5 Febbraio 2011

>>>ANSA/ CLASS ACTION: DOPO UN ANNO DELUSE LE ASPETTATIVE

BILANCIO NEGATIVO DEI CONSUMATORI: TROPPI RISCHI,COSTI ECCESSIVI

(ANSA) – ROMA, 5 FEB – La class action all’italiana è stata
una delusione. A poco più di un anno dal suo debutto, il
bilancio presenta molte più ombre che luci. Almeno così la
pensano le associazioni dei consumatori che chiedono modifiche
della normativa. Pena l’inefficacia di questo strumento a
disposizione dei consumatori contro pratiche commerciali
scorrette e danni subiti dalle aziende. Dunque, il rischio che
diventi un’arma spuntata.
Insomma, siamo distanti anni luce dall’esperienza americana,
la patria della class action, dove sono stati ottenuti maxi
risarcimenti mettendo in ginocchio le più grandi
multinazionali. Basti ricordare l’azione promossa da Erina
Brockovich, l’eroina portata sul grande schermo da Julia Roberts
in un film di qualche anno fa, contro la Pacific Gas and
Electric Company, riuscendo ad ottenere 330 milioni di dollari
per 260 cittadini danneggiati. Un’altra grande class action
negli Usa fu quella, alla fine degli anni novanta, contro le
grandi multinazionali del tabacco conclusasi con la
soddisfazione dei proponenti.
Nel mirino in Italia la farraginosità della normativa che
comporta un rischio troppo elevato per chi promuove l’azione in
termini di costi tutti a carico del ricorrente. Poiché la class
action può essere promossa contro illeciti commessi
successivamente all’entrata in vigore della legge Sviluppo,
rileva Marco Ramadori, avvocato del Codacons esperto di azioni
collettive, si è cancellata l’aspettativa di migliaia di
consumatori frodati dai grandi crac come Cirio e Parmalat.
Proprio per questo il più delle volte ci si limita all’annuncio
di azioni, riguardanti gli argomenti più diversi, senza poi
andare avanti nell’azione. Anche in caso di vittoria sembra che
non ne valga la pena. Ne sa qualcosa Carlo Rienzi, presidente
del Codacons, promotore dell’unica class action finora
dichiarata ammissibile nel settore privato, quella contro la
Voden Medical, ideatrice e distributrice  del ‘test fai da te’
per la rilevazione dell’influenza, compresa la suina e
l’aviaria: la spesa è stata di 15 mila euro, di certo eccessiva
rispetto all’eventuale restituzione dei soldi a chi ha
acquistato il kit, sempre che abbia conservato lo scontrino.
I consumatori puntano l’indice anche contro l’assenza del
cosiddetto ‘danno punitivo’, che vige invece negli Stati Uniti,
che permette ai cittadini di essere risarciti anche moralmente
per il danno subito: le aziende possono essere colpite pure da
pesanti sanzioni. Obiettivo: dissuaderle da pratiche scorrette.
Ed è sempre del Codacons la prima class action tricolore
presentata proprio il primo gennaio 2010, giorno in cui è
entrata in vigore la normativa, contro due colossi bancari:
Unicredit e Intesa Sanpaolo. Oggetto del contendere: le
commissioni applicate dalle banche sui conti correnti in rosso
giudicate troppo costose anche sulla scorta di una segnalazione
dell’Antitrust. Ad ottobre scorso, però, il tribunale di Torino
ha respinto il ricorso dell’azione collettiva già bocciato in
primo grado.
Discorso a parte merita l’azione collettiva nella pubblica
amministrazione dove non è previsto alcun risarcimento, ma solo
il ripristino del servizio. Proprio lo scorso mese il Tar del
Lazio ha accolto il ricorso sempre del Codacons contro le
cosiddette ‘classi pollaio’, con l’ordine al governo di fare un
piano generale di edilizia scolastica.
“E’ una normativa che finisce per essere pro-azienda e non
pro-consumatore”, afferma il presidente dell’Adiconsum, Paolo
Landi, secondo il quale, tuttavia, basterebbero poche modifiche
per farla diventare efficace.
Secondo il presidente della Federconsumatori, Rosario
Trefiletti, la class action è uno strumento che va usato “dopo
aver esperito un tentativo di conciliazione, se c’é un rinvio a
giudizio oppure una condanna dell’Antitrust”. Federconsumatori,
assieme all’Adusbef, ha denunciato Moody’s per il report diffuso
dall’agenzia a mercati aperti dove si affermava che il sistema
bancario italiano, dopo il tracollo della Grecia, era tra quelli
a rischio. “Si è aperta un’inchiesta, se ci sarà un rinvio a
giudizio, solo a quel punto procederemo con la class action,
altrimenti sarebbe troppo rischioso”. (ANSA).

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