4 Luglio 2011

>>>ANSA/ BENZINA: VOLA A RECORD 1,613 EURO;CONSUMATORI INSORGONO

 
PESANO AUMENTI ACCISE, ITALIA PAESE PIU’ CARO D’EUROPA

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 4 LUG – Le partenze per le vacanze incombono e
le famiglie italiane si trovano alle prese con l’ennesimo record
della benzina. Con i recenti aumenti delle accise, infatti, la
verde è ormai volata ben sopra la soglia di 1,6 euro, arrivando
a 1,613 presso i distributori della Esso. Una corsa che conferma
l’Italia al top dei prezzi europei e contro la quale insorgono
le associazioni dei consumatori.
    Il listino dei prezzi diffuso oggi dalla Staffetta
quotidiana mostra due compagnie che toccano la soglia
psicologica di 1,6 euro: si tratta di Esso (1,613 appunto) e Q8
(1,6 euro tondi). Il gasolio, invece, si avvicina a quota 1,5
euro (1,488 alla Esso). Si tratta di prezzi fortemente
condizionati dagli aumenti delle accise decisi per finanziare il
Fondo unico dello spettacolo (+0,19 euro al litro) e l’emergenza
immigrati (+4 centesimi al litro). Lo scostamento tra costo
industriale e costo alla pompa, secondo quanto emerge dalle
rilevazioni dell’ Unione petrolifera, è infatti decisivo:
nell’ultimo mese il primo è sceso di 3 centesimi al litro,
mentre il secondo è cresciuto di 4,4 centesimi. Segno che a
pesare è, per l’appunto, la componente imposte e accise.
   Gli aumenti, stando ai calcoli del Codacons, sono ancora più
sostenuti: dalla fine di giugno, secondo l’associazione, i
prezzi sono saliti di 7 centesimi, pari a una stangata di 84
euro ad autovettura. Adusbef e Federconsumatori parlano di un
aggravio per gli automobilisti, rispetto allo scorso anno, di
addirittura 488 euro tra costi diretti e indiretti. E’ comunque
certo che l’Italia, con questi prezzi, conferma la propria
posizione di uno dei Paesi più cari d’Europa: come evidenza
l’Adoc, da noi la verde costa l’8,7% in più rispetto alla media
europea. L’Italia si piazza così al quarto posto, preceduta
solo da Grecia, Danimarca e Olanda. Calcoli alla mano, dunque,
le associazioni chiedono con forza un intervento del governo,
perché ritiri gli aumenti e proceda con la riforma del settore.
   Solidale con i consumatori è anche Assopetroli-Assoenergia,
che ha inviato alla Direzione delle Dogane una lettera aperta
"sottolineando l’inaccettabile procedura" seguita in occasione
dell’aumento dell’accisa da 4 centesimi del 28 giugno. Per
questo nell’assemblea del 13 luglio "saranno decise le azioni
da intraprendere".(ANSA).

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