>>>ANSA/ BENZINA: RECORD SU RECORD, DIESEL SOPRA 1,5 EURO
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fonte:
- Ansa
SENZA PIOMBO A 1,59; PETROLIO IN CALO SU MERCATI INTERNAZIONALI
(ANSA) – ROMA, 12 APR – Non si arresta la corsa della
benzina. L’effetto del caro-accise, sommato alle impennate del
petrolio degli ultimi giorni, ha portato la senza piombo ad
infrangere l’ennesimo record, salendo sopra 1,59 euro al litro,
e il gasolio a superare quota 1,5 euro.
Ad innescare una raffica di rincari, praticamente
generalizzati per tutte le compagnie, sono stati i rialzi
annunciati ieri da Eni, che, come ogni volta, anticipano quelli,
spesso anche superiori, degli altri marchi. Se nei distributori
dell’Agip il prezzo medio della benzina praticato a livello
nazionale è infatti, secondo le rilevazioni di Quotidiano
energia, di 1,588 euro, alla Q8 e alla Shell i prezzi arrivano a
1,590 euro al litro, record storico mai toccato neanche nel
2008. A superare il market leader è anche l’Ip, arrivata a
1,589. La meno cara rimane invece la Esso (1,584 euro), mentre
le no logo si distinguono superando appena di pochi millesimi
quota 1,5 euro. Fin qui la benzina con punte ben oltre 1,6 euro
al Sud e con prezzi decisamente più competitivi nel Nord Ovest.
Anche per il diesel arrivano però notizie poco rassicuranti per
gli automobilisti. La Q8 ha infatti portato il prezzo medio
praticato a 1,501 euro al litro e Shell e Tamoil seguono a
brevissima distanza a 1,498.
Evidenti gli effetti sul pieno, lievitato di oltre 5 euro
dall’inizio dell’anno, ma, secondo la Coldiretti, anche sulla
spesa alimentare. L’associazione degli agricoltori denuncia un
aumento del 3% di cibo e bevande trasportate su gomma. Per la
Cia invece il caro-gasolio stravolge i bilanci delle imprese
agricole con un ‘fardello’ da oltre 2 miliardi di euro.
Anche secondo il Codacons gli aumenti dei carburanti
"avranno effetti pesantissimi sulle tariffe e sui prezzi,
generando rincari a catena e una nuova spinta inflattiva". Per
questo, in attesa della nuova riunione della Commissione prezzi
convocata al ministero il 21 aprile, l’associazione chiede al
Governo "non solo di ritirare il provvedimento relativo alle
accise, ma anche di bloccare le tariffe energetiche per tutto il
2011".
Sui mercati internazionali intanto, il petrolio perde terreno
per il secondo giorno consecutivo (il Wti è sceso sotto 106
dollari) sui timori di un rallentamento della ripresa dovuto
proprio alle fiammate delle materie prime. Dopo quello del Fmi
oggi è arrivato l’allarme dell’Aie, l’agenzia internazionale
dell’energia, secondo cui i prezzi elevati del petrolio,
cresciuti nel solo mese di marzo del 10-15%, cominciano ad
influenzare negativamente la domanda, che tende a calare da
alcuni mesi.(ANSA).
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