23 Marzo 2011

>>>ANSA/ BENZINA: MINISTANGATA ACCISE, SOSTITUIRA’ TASSA CINEMA

 
LEVATA SCUDI CONTRO AUMENTI; CONSUMATORI, A ERARIO 1,8 MLN ANNO

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 23 MAR – Niente aumento dei biglietti del
cinema, ma nuova ministangata sulla benzina, proprio mentre i
prezzi salgono alle stelle sulla scia della guerra in Libia. Il
governo ha deciso di risolvere così il problema del
finanziamento del Fondo unico per lo spettacolo, i cui tagli
avevano sollevato scontri e polemiche.
   La decisione di aumentare le accise di 1-2 centesimi,
annunciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Gianni Letta, come "un piccolo sacrificio che tutti gli
italiani saranno lieti di poter fare" ha però scatenato
altrettante reazioni, a partire da quelle dei consumatori che
non hanno usato mezzi termini bocciando la misura come "una
follia più totale".
   Fino a ieri, infatti, al tavolo carburanti convocato al
ministero dello Sviluppo economico per cercare di elaborare
delle soluzioni condivise contro il caro-benzina, tutti gli
attori del settore avevano richiesto a gran voce il taglio delle
accise, sulla falsariga del provvedimento adottato nel 2008 dal
governo Prodi. L’esecutivo non si è mai in realtà sbilanciato
sulla possibilità di rispolverare la misura, ma nessuno si
aspettava un provvedimento in senso letteralmente contrario.
Soprattutto perché la componente fiscale, comprensiva di accisa
e Iva, pesa già per oltre la metà del prezzo alla pompa per la
verde, e per poco meno della metà per il gasolio.
   "Siamo alla follia più totale", attaccano Adusbef e
Federconsumatori, definendo la misura "estremamente dannosa" e
denunciando il fatto che, "con gli attuali prezzi, l’erario
potrebbe guadagnare grazie all’incremento della tassazione ben 1
milione e 800 mila euro l’anno. Per il giusto e dovuto
finanziamento al FUS, piuttosto che ‘pescare’ ancora una volta
dalle tasche dei cittadini, perché lo Stato – provocano le
associazioni – non rinuncia a una fetta dei cospicui proventi
che, tramite le attuali accise, già percepisce dalla vendita
dei carburanti?". Stessa linea per Codacons e Adoc che
definiscono il provvedimento "un’assurdità", mentre
l’Adiconsum calcola un aggravio di 20 euro l’anno per
automobile.
    Accanto ai consumatori si schierano anche i gestori,
"esterrefatti" e "allibiti" dal comportamento del governo.
La decisione di aumentare le accise sulla benzina è "un atto
incomprensibile e antipopolare", commentano Faib-Confesercenti
e Fegica-Cisl, un atto che finirà per "affossare i consumi e
alimentare l’inflazione". (ANSA).

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