>>>ANSA/ BENZINA: CORSA SENZA FRENI, NUOVO RECORD A 1,568 EURO
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fonte:
- Ansa
ALCUNE REGIONI SOPRA 1,61; 3 PAESI OPEC AUMENTANO OUTPUT GREGGIO
(ANSA) – ROMA, 7 MAR – E’ corsa senza freni per il prezzo
della benzina, lanciata a un nuovo record storico dalla crisi
libica che incide sulle quotazioni del petrolio. La verde, dopo
due settimane di rialzi ininterrotti, ha superato il massimo di
1,560 euro toccato nel luglio di fuoco del 2008 ed è arrivata a
1,568 euro nei distributori della Esso.
A mettere il turbo ai listini dei carburanti è ovviamente
l’andamento dei prezzi del petrolio, in ascesa sostanzialmente
costante dall’avvio dei disordini nei Paesi che affacciano sul
Mediterraneo. Oggi il greggio americano ha superato i 106
dollari, mentre il Brent ha oltrepassato i 118 dollari: anche se
i prezzi potrebbero a breve risentire positivamente della
decisione presa in sordina da tra Paesi Opec – Kuwait, Nigeria e
Emirati Arabi – di aumentare la produzione di 300.000 barili,
così come già fatto dall’Arabia Saudita. E così i principali
marchi attivi sulla rete di distribuzione italiana hanno ancora
rivisto al rialzo i prezzi: stando alle rilevazioni di Staffetta
Quotidiana, per la verde si va da un massimo di 1,568 della Esso
a un minimo di 1,548 della Q8, mentre per il diesel si oscilla
tra 1,462 di TotalErg e 1,444 di Q8. Prezzi che, in alcune aree
del Paese dove sono presenti addizionali regionali, come la
Campania, salgono ampiamente sopra la soglia di 1,61 euro. Per
un pieno di benzina oggi ci vogliono così più di 78 euro,
contro i circa 74 dell’inizio di gennaio e i 69 di un anno fa,
quando la verde viaggiava intorno a quota 1,390 euro.
Il caro-carburanti è una zavorra per molte categorie
produttive, dagli agricoltori, con la Coldiretti che stima un
aggravio di 200 milioni di euro sul settore, fino agli
autotrasportatori, che con la Cna-Fita denunciano un aumento del
gasolio del 40% in due anni. Ma i più allarmati sono i
consumatori, secondo cui i rincari rischiano di ricadere sulle
famiglie italiane con una stangata da 1.200 euro, tra esborso
diretto per il fare il pieno e aumento dell’inflazione. Per
questo le associazioni che aderiscono a Casper chiedono di
bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, tagliare le
accise e sterilizzare gli aumenti dei prezzi dei carburanti;
mentre Adusbef e Federconsumatori chiedono anche l’immediata
entrata in vigore delle misure definite nell’accordo con la
filiera petrolifera. Anche l’opposizione chiama in causa il
Governo: "E’ inaccettabile – accusa il leader del Pd, Pierluigi
Bersani – che non intervenga sugli aumenti dei carburanti. Il
ministro Tremonti riduca le accise applicando la norma del
governo Prodi".
In attesa di una risposta dall’esecutivo, i petrolieri
invitano a considerare che "é vero che oggi in termini
nominali i prezzi dei carburanti sono tornati sui livelli del
2008 anche se i prezzi del greggio e dei prodotti raffinati
risultano inferiori, ma solo per il deprezzamento dell’euro
rispetto al dollaro, che nel 2008 era intorno a 1,59 rispetto
agli 1,39 odierni (-12,6%)". Insomma, spiega l’Unione
petrolifera, la debolezza dell’euro pesa sui prezzi odierni per
6,7 centesimi euro/litro in più rispetto ai picchi di luglio
2008. (ANSA).
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