28 Marzo 2011

>>>ANSA/ BENZINA: ANTITRUST, FARO SU MECCANISMO CREAZIONE PREZZI

 
INDAGINE SU INDICE PLATTS E DISTRIBUTORI NO-LOGO

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 28 MAR – L’Antitrust accende un faro sui
prezzi della benzina. L’obiettivo è quello di verificare come
il prezzo indicato dall’indice internazionale Platts si
ripercuote nei listini e di valutare l’impatto delle cosiddette
‘pompe bianche’ sull’intera rete di distribuzione nazionale.
   In tempi di prezzi alle stelle e di previsti nuovi aumenti a
causa dell’annunciato rincaro delle accise, l’Autorità guidata
da Antonio Catricalà vuole insomma vederci chiaro, appurando la
congruità, l’adeguatezza e la trasparenza dell’utilizzo del
Platts nella determinazione dei prezzi ed individuando gli
elementi che possono rendere più concorrenziale il mercato.
   L’indagine nasce "alla luce di un livello assoluto del
prezzo industriale di benzina e gasolio per autotrazione che
resta costantemente al di sopra della media europea", denuncia
il Garante, secondo il quale, "in un mercato oggettivamente
oligopolista come quello dei carburanti, recentemente
sembrerebbero emergere fenomeni che potrebbero accrescere la
concorrenza, come l’espansione della modalità di vendita self
service a prezzi inferiori rispetto al servizio e l’abbandono da
parte delle società petrolifere dei prezzi raccomandati unici
per tutto il territorio nazionale a favore di politiche di
prezzo articolate".
   Soprattutto, spiega l’Autorità, "si sono sviluppate le
pompe bianche in grado di influenzare gli equilibri
tradizionalmente esistenti tra le società petrolifere, con
prezzi di vendita particolarmente convenienti rispetto a quelli
praticati sugli impianti di distribuzione tradizionali". Da qui
la volontà di "fotografare numero e distribuzione geografica
dei distributori indipendenti, analizzare le possibilità di una
loro ulteriore diffusione e la presenza di eventuali ostacoli al
loro sviluppo".
   L’avvio dell’indagine è particolarmente apprezzato da
consumatori e gestori. Il Codacons si augura "che attraverso
questa inchiesta possano essere individuate le speculazioni che
caratterizzano il settore e punite le compagnie petrolifere
responsabili con maxi-sanzioni milionarie che fungano da
deterrente", mentre Adusbef e Federconsumatori denunciano i
costi "insostenibili" a carico degli automobilisti, che
raggiungeranno con l’aumento delle accise i 268 euro annui.
   Per i gestori di Faib e Fegica infine l’indagine sarà
"utile per aprire il mercato alle migliaia di gestori ancora
esclusi forzatamente dal gioco della concorrenza". (ANSA).

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