3 Giugno 2011

>>>ANSA/ BATTERIO KILLER:SI STABILIZZANO CASI,RESTA ALTA ALLERTA

 
IN ITALIA NIENTE CASI;TOSSINA IN SALAME CERVO NO LEGAME GERMANIA

   (ANSA) – BERLINO, 03 GIU – I casi di E. Coli sembrano essersi
"stabilizzati", ma in Europa rimane alta l’allerta e si
continua a cercare la fonte di un’epidemia che finora ha fatto
18 morti, di cui 17 in Germania.
   Oggi, per la prima volta da giorni, non si sono registrate
nuove vittime e le autorità sanitarie tedesche hanno aggiornato
il numero dei casi di sindrome emolitico uremica (seu) – la
versione resistente e più pericolosa del ceppo Ehec del
batterio – a quota 520. Si tratta di 50 in più rispetto a
mercoledì, mentre la settimana scorsa se ne contavano anche 100
in più al giorno. Dall’inizio di maggio a oggi, inoltre, in
Europa i casi legati all’Ehec sono 1.823.
   "La situazione è che il numero di nuove infezioni sembra
essersi stabilizzato", ha commentato Reinhard Brunkhorst,
presidente della Società tedesca di nefrologia e responsabile
dell’ospedale universitario della regione di Hannover (Nord),
dove sono stati registrati numerosi decessi. Questa è comunque
l’epidemia di E. Coli "più importante causata da un batterio
negli ultimi decenni", ha aggiunto.
   Per questo, secondo la cancelliera Angela Merkel e il premier
spagnolo José Luis Zapatero, trovare la fonte è una
"priorità", in modo da poter mettere a punto ulteriori misure
per proteggere la popolazione. Tuttavia, anche se i test
dovessero rivelare l’origine dell’infezione in tempi brevi,
difficilmente la situazione tornerebbe alla normalità
rapidamente.
   Oggi, infatti, il tabloid tedesco Bild – il quotidiano più
seguito della Germania, con circa sette milioni di lettori –
titola in prima pagina ‘Allarme-Ehec’ e all’interno parla dello
"schoc dei medici" di fronte al "dolore dei pazienti".
Nonostante i commenti rassicuranti di Brunkhorst, quindi,
l’opinione pubblica è ancora in preda al panico. Una situazione
che sembra riflettersi anche nelle reazioni di paesi come la
Russia, dove il premier Vladimir Putin ha detto chiaramente che
Mosca "non avvelenerà" i suoi cittadini in nome
dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto).
   La Russia quest’anno vuole aderire alla Wto e il riferimento
é allo stop alle importazioni di verdure fresche dall’Unione
europea (imposto anche dal Libano).
   Secondo Bruxelles, "ogni embargo completo è
sproporzionato" ma resta il fatto che l’epidemia ha già
colpito 12 paesi (11 europei più gli Usa) e tutti hanno un
legame con la Germania. Oggi, un gruppo di produttori spagnoli
ha protestato ad Amburgo (Nord) contro le accuse – rivelatesi
poi false – delle autorità locali ai danni dei cetrioli del
paese. La Merkel, da parte sua, al telefono giovedì sera con
Zapatero, ha difeso la gestione dell’epidemia, sottolineando che
le autorità sanitarie avevano il dovere di informare il
pubblico "in tutte le fasi (dell’epidemia) e di trasmettere i
risultati delle analisi al sistema di allerta rapido dell’Unione
europea".
   Secondo un sondaggio di Eurobarometro, la contaminazione
preoccupa il 62% dei cittadini europei ma la percentuale sale al
79% in Italia, dove – secondo il Codacons – le vendite di frutta
e verdura sono crollate di almeno il 15%. Ma il ministro della
Salute, Ferruccio Fazio, è sicuro che gli italiani possono
stare tranquilli: "Esiste la possibilità teorica che qualche
contaminato dalla Germania possa arrivare in Italia – ha
commentato -, ma sicuramente non è possibile che prodotti
contaminati arrivino sui nostri mercati".Il ministero ha
segnalatola presenza di un batterio di E.coli produttore di
tossine su un salame di cervo prodotto in Italia ma qualsiasi
correlazione con l’epidemia nella zona di Amburgo è comunque
altamente improbabile.
   Lunedì prossimo, le conseguenze dell’epidemia saranno sul
tavolo dei ministri Ue della sanità. La riunione del Consiglio
é in programma a Lussemburgo dove, per l’Italia, parteciperà
Fazio. Intanto, le indagini epidemiologiche e di laboratorio per
risalire all’origine del focolaio continuano, ha detto la
portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms),
Fadela Chaib.(ANSA).

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