13 Giugno 2011

>ANSA-SCHEDA/ ACQUA: COSTA 301 EURO A FAMIGLIA, CRESCONO CONSUMI

 
PREZZI AL TOP DOVE GESTIONE PRIVATA, IN TOSCANA 161 EURO IN PIU’

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 13 GIU – Superano gli 11 miliardi ogni giorno
i litri d’acqua che scorrono in Italia dai rubinetti e dalle
fontane, circa 186,6 litri per abitante. Un consumo che costa
301 euro a famiglia e continua ad aumentare. I prezzi variano
sul territorio, con picchi superiori fino al 53% nelle regioni
più avanti nel processo di privatizzazione come la Toscana.
   E’ questa una sintesi di una fotografia aggiornata scattata
in Italia da Nus Consulting.
   CONSUMI IN AUMENTO – Negli ultimi 10 anni la crescita della
domanda di acqua è stata dell’1,2%, mentre i prezzi sono
aumentati del 65% dal 2002 al 2010. Ancora oggi la rete non
raggiunge la totalità delle famiglie: al Sud quasi un italiano
su due non riceve acqua depurata e c’é un 4,1% della
popolazione che non è servito dagli acquedotti secondo l’Istat.
   SPRECHI PER 2,5 MLD – Le infrastrutture risultano spesso
inadeguate con una media del 47% di perdite imputabili alla
rete, a cui corrisponde un danno economico stimato dalla
società di consulenza Nus Consulting in 2,5 miliardi l’anno. La
situazione è tra le peggiori in Europa, dove la perdita media
é del 13%, e raggiunge sprechi dell’80% nelle regioni più
problematiche (Puglia, Sardegna, Molise e Abruzzo).
   IL NODO INVESTIMENTI – Per la manutenzione della rete sono
necessari 64,1 miliardi di euro nei prossimi 30 anni. Dal 1995,
quando la legge Ronchi ha aperto ai privati la gestione del
servizio, i fondi sono stati inferiori alle aspettative. Solo il
36% degli investimenti pubblici previsti sono stati stanziati e,
considerando anche i privati, non si raggiunge il 60%.
   ACQUA PRIVATA? – Il decreto Ronchi del 2009, al centro del
referendum, spinge l’acceleratore sulla privatizzazione del
servizio e sull’apertura a capitali privati. Il timore di chi ha
votato sì è una crescita dei costi con aumenti del 30-40%
(secondo il Codacons). A oggi, le regioni con i prezzi più
elevati sono quelle dove la gestione è privata come la Toscana
(462 euro a famiglia, 161 in più della media), l’Umbria (412
euro) e l’Emilia Romagna (383).(ANSA).
 

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