5 Maggio 2011

>ANSA-FOCUS/ RIFIUTI:TONNELLATE IN STRADA A ROMA, RISCHIO NAPOLI

 
AZIENDA, IN 3 GIORNI TUTTO PULITO. L’OMBRA DELLO SCIOPERO BIANCO

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 5 MAG – Roma a rischio rifiuti come Napoli.
Dal primo maggio in alcune zone della città non è stata
raccolta l’immondizia ed accanto ai cassonetti stracolmi, sono
sorti cumuli malaeodoranti, pari a circa 1000 tonnellate di
rifiuti. E’ bufera sull’Ama, l’azienda per la raccolta dei
rifiuti attaccata dai sindacati che la giudicano
"disorganizzata". E voci di corridoio vedono in bilico l’ad,
il fedelissimo del sindaco Alemanno, Franco Panzironi. Ma
proprio frange estreme di alcuni sindacati avrebbero portato
alla situazione attuale più che la chiusura di un sito di
trasferenza subito rimpiazzato da un altro dal Campidoglio.
Insomma, una sorta di sciopero bianco per un contratto scaduto
da 5 mesi che blocca le retribuzioni e che arriva dopo il
surplus di lavoro per il concertone e la cerimonia di
beatificazione di Wojtyla.
   La Uil sottolinea che "i lavoratori hanno cominciato a
lavorare per quanto è previsto da contratto e dagli accordi
aziendali, e poi alemanno per il primo maggio ha ringraziato
tutti tranne l’ama"
   Fatto sta che l’emergenza sussiste e che dal primo maggio i
rifiuti si sono affastellati nel quadrante sud-est della città
da San Giovanni, al Nomentano, a Centocelle, ma ormai anche al
Nomentano, tanto che fioccano le denunce e il Codacons, che ieri
aveva annunciato una class-action per fare ottenere 1000 euro ad
ogni romano "perché la città è sporca", oggi chiede al
premier di Berlusconi di risolvere l’emergenza come ha già
fatto a Napoli: inviando i militari per ripulire la città.
   Per l’Ama la raccolta è stata rallentata per la chiusura
della discarica privata della Colari a Rocca Cencia e,
sottolinea,  che il problema è stato risolto grazie ad un’
ordinanza del sindaco Gianni Alemanno che ha permesso l’utilizzo
di un altro impianto a Rocca Cencia questa volta di proprietà
dell’Ama.  "La situazione tornerà alla normalità entro due o
tre giorni", assicura. Dalla Provincia di Roma arriva una
stoccata: sì l’Ama  "sapeva da giorni" della chiusura di Rocca
Cencia, "si era parlato del piano raccolta in riunioni in
prefettura". Insomma, l’emergenza era annunciata. Anzi, per un
sindacato persino voluta "per spingere l’azienda ad
assunzioni". La  Cgil di Roma è chiara: "’Non e’ vero che i
disservizi sono dovuti al mancato funzionamento delle discariche
o degli impianti di trattamento. Il nostro sospetto, invece, è
che qualcuno stia favorendo la disorganizzazione in Ama per
perpetrare il clima di emergenza e predisporre a nuove infornate
di precari. Per la Uil "il problema reale è che i lavoratori
dell’Ama non riescono a star dietro alla mole di lavoro
richiesto e l’azienda è disorganizzata" .
   Ma all’orizzonte si profilano altri problemi, questa volta al
livello regionale: alcune sigle aderenti a Federlazio che si
occupano dello smaltimento di rifiuti minacciano una serrata
perché da tempo chiedono un adeguamento delle tariffe sui
rifiuti. "In un momento come questo – ha commentato la
presidente della Regione Lazio Renata Polverini -, pensare alla
serrata non mi pare un gesto responsabile. Fino ad oggi hanno
sempre risposto con grande senso di responsabilità".
 

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