7 Luglio 2011

>ANSA-FOCUS/ BCE: RIALZO TASSI MUTUI VARIABILI PIU’ SALATI

CONSUMATORI, STANGATA PER 2,3 MLN FAMIGLIE

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 7 LUG – Mutui a tasso variabile più salati
per i consumatori dopo la decisione della Banca Centrale Europea
di aumentare il costo del denaro per la seconda volta
quest’anno.
   Secondo il Codacons il rialzo dei tassi all’1,5% "produrrà
una stangata media per le famiglie italiane, che stanno pagando
un mutuo a tasso variabile, pari a 204 euro all’anno, ossia 17
euro al mese". Per l’associazione "si tratta di una misura che
la Bce è stata costretta a prendere per colpa di governi come
quello italiano che non solo non ha preso misure
antinflazionistiche di politica fiscale ma che addirittura sta
incentivando il rialzo dell’inflazione con decisioni sciagurate
come quella di aumentare le accise sui carburanti".
   Per Federconsumatori e Adusbef la decisione dell’Eurotower si
ripercuoterà "su circa 2,3 milioni di famiglie" che hanno
scelto un mutuo a tasso variabile. "Le rate dei mutui
indicizzati subiranno una maggiorazione di 11 euro al mese (132
euro l’anno) per un mutuo decennale di 100.000 euro a tasso
variabile, che passa dal 2,75 al 3%, col costo della rata
mensile che sale da 954 a 965 euro", spiegano le due
associazioni a tutela dei consumatori.
   Maggiori oneri anche per un mutuo di 100.000 euro di durata
ventennale "che passa da 542 euro al mese a 554, con un aumento
di 12 euro mensili (144 euro l’anno). Se poi la durata è
trentennale, si passa da una rata di 408 a 421 euro mese (+156
euro l’anno)". Ma ancora peggio, aggiungono le due
organizzazioni, sarà per i mutuatari con prestiti da 200.000
euro a 10 anni a tasso variabili: "Le loro rate passano da
1.908 euro mensili a 1.930 (+22 euro al mese, +264 euro annui)
nella migliore delle ipotesi". Stangata ancora più dura per un
mutuo trentennale di 200.000 euro, fanno sapere, "con la rata
mensile che passa da 816 euro a 842 euro (+26 euro mensili, pari
a + 312 euro l’anno)".
   Inoltre, l’aumento dei tassi, sottolineano Federconsumatori e
Adusbef "comporterà maggiori oneri per rinnovare lo stock dei
titoli del debito pubblico. Dal 15 luglio a fine 2011,
occorrerà rinnovare 130,202 miliardi di euro di titoli in
scadenza", "con un aggravio di 325,5 milioni di euro di
maggiori interessi per il 2011".
   Il rincaro del tasso Bce, spiega l’Ad di Mutui Supermarket.it
Stefano Rossini, spingerà "sempre più verso una ripresa della
domanda dei mutui a tasso fisso rispetto ai mutui a tasso
variabile, che nei primi 5 mesi del 2011 hanno spiegato circa il
60% delle richieste".
 
 (ANSA).
 

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