29 Marzo 2019

Gruppo Volkswagen I periti riconoscono il software «bugiardo»

cambiava il valore delle emissioni sui rulli e nella guida su strada
L’ ipotesi di reato è frode in commercio, otto i modelli di auto del gruppo tedesco Volkswagen finiti sotto lente per la vicenda «dieselgate», ovvero per le emissioni NOx superiori a quelli previsti per la classe Euro5, una perizia affidata dal gip Raffaele Ferraro – in fase di indagine – a due esperti e ieri la discussione dell’ elaborato che conferma l’ esistenza di un «defeat device», ovvero del software in grado di riconoscere quando l’ auto era sui rulli (per il test di omologazione) e quando invece era in situazione di guida su strada.E ora sarà il pm Marco Zenatelli che dovrà valutare se e quando chiedere il rinvio a giudizio per i vertici di Volkwagen Italia Group dell’ epoca che è l’ importatore unico. Si tratta di Luca De Meo, Johann Rupert Stadler (difesa Ambrosetti), Massimo Nordio, Alexander Michael Obrowski, Paolo Poma e Annamaria Borrega (tutti assistiti dagli avvocati Lageard e Zalin).Una vicenda che inizia nel 2015 con l’ esposto presentato da Codacons e che riguarda le emissioni delle auto che montano il motore EA 189. Otto modelli (Touran 1.6 e Tiguan 2.0 tdi, Alhambra 2.0, Ibiza Sc 1.2 e Altea XL 1.6, Skoda Yeti 1.6 Tdi, l’ Audi A4 avant 2.0 e il Caddy 4 1.6) che presentavano valori delle emissioni NOx superiori a quelli previsti dalla norma per la classe di inquinamento Euro 5 ma solo su strada, modelli che stando all’ ipotesi dei denuncianti, avevano superato la prova in laboratorio ma una volta su strada rilasciavano troppi ossidi di azoto. Due i quesiti posti dal gip Ferraro, con le forme dell’ incidente probatorio: se i valori degli inquinanti emessi, sia prima sia dopo le modifiche, siano tra loro diversi e se differiscano dai dati di omologazione e a quanto indicato dalla Volkswagen all’ epoca della messa in commercio, e dovranno specificare l’ esistenza o meno di difformità. In secondo dovevano riferire le eventuali differenze nelle auto esaminate. Stando a quanto emerso se da una parte gli esperti hanno verificato l’ esistenza di scarto nelle emissioni dall’ altro hanno evidenziato che l’ installazione del software pulito (che Volkswagen ha offerto gratuitamente) ha risolto il problema facendo rientrare le emissioni nella norma. E la mancanza del danno potrebbe far venir meno l’ ipotesi accusatoria. La parola passa al pm.
f.m.

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