19 Luglio 2006

Grosseto Moby incagliato, indagato l`armatore per l`allungamento del traghetto

Grosseto Moby incagliato, indagato l`armatore per l`allungamento del traghetto

L`inchiesta della Procura di Livorno estesa alle certificazioni del Rina sulle navi di varie compagnie

LIVORNO. Il nome di Vincenzo Onorato si è aggiunto pochi giorni fa: l`armatore è iscritto al registro degli indagati per l`incidente al Moby Rider, che nell`aprile dello scorso anno rimase incagliato a pochi passi dalla diga della Vegliaia, poco fuori del porto di Livorno, ma le ipotesi di accusa che gli vengono contestate oggi non riguardano soltanto l`incidente. Il magistrato, Antonio Giaconi, lavora su quella che era la natura strutturale del traghetto, un vecchio rompighiaccio riadattato, allungato di qualcosa come quaranta metri senza che la timoneria venisse toccata. Lavori autorizzati e, successivamente, timbrati dalle autorità marittime, ma che – secondo l`accusa – cambiarono radicalmente la nave fino a comprometterne la stabilità in mare. E l`inchiesta potrebbe non riguardare soltanto la Moby: Giaconi ha chiesto ai tecnici una radiografia sul come, quando e perché, i responsabili del Rina, la massima autorità in materia di navigazione, ha certificato quella e tutte le altri navi acquistate dalle varie compagnie e trasformate nella loro natura. Nei prossimi giorni uno dei responsabili del registro navale verrà ascoltato in qualità di “persona informata sui fatti“, successivamente verranno tratte le conclusioni. La Procura, al momento, non commenta. Tra gli indagati, oltre al nome di Onorato e quello del comandante del Rider, ci sarebbero quelli dell`intero management della Moby. Il Rider è una nave costruita nel 1967 in Canada nei cantieri della Davie industries Inc. e varata nel 1968 come nave merci. Non soltanto anziana per età, ma anche costruita con una concezione particolare. I periti hanno spiegato nelle relazioni che la nave nasce come rompighiaccio, adatta a solcare i mari del Nord, e solo successivamente venne modificata e adibita al trasporto passeggeri. La sera dell`incidente, il Moby aveva iniziato la corsa verso Olbia alle otto della sera. A bordo c`erano 50 persone, 29 di equipaggio, e 21 passeggeri tra cui un bambino, tutti tedeschi, molti in camper che andavano in vacanza in Sardegna. Incolumi, ma prigionieri per tutta la notte sulla nave. Un`inchiesta che sembrava avviarsi verso la chiusura, e che invece oggi ha preso un`altra direzione: ci fu vento, non c`è dubbio, anche un errore, ma il problema sostanziale sarebbe proprio nella natura di quello scafo che ha assunto con gli anni una dimensione diversa rispetto a quella originale. Senza che la timoneria venisse toccata. A supportare questa tesi ci sarebbe anche un documento confidential proveniente dall`ambito Unione europea, che fotografa una flotta italiana piuttosto vecchiotta. Il dossier sottolinea come circa il 45 per cento delle 200 navi traghetto in servizio sulle rotte nazionali (Sardegna, Corsica Elba, arcipelago toscano, sardo e siciliano) è di età superiore ai 20 anni. Più di 30 di queste navi superano il limite di 27 anni e 6 compiono ora 30 anni. Altre 23 arrivano a sfiorare i 40 anni dal varo. Anche il Codacons, movimento che tutela i diritti dei consumatori, sulla base del dossier, oltre ad aver interessato a suo tempo le Procure competenti, aveva anche chiesto risposte concrete all`allora ministro Pietro Lunardi.

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