11 Novembre 2018

Grillo: De Luca spieghi quali interventi farà E la Regione sospende medici e infermieri

sanità, nuovo braccio di ferro tra ministro e governatore
NAPOLI «La stanza del reparto di Medicina, al secondo piano della struttura, è stata sigillata, l’ area bonificata e i pazienti trasferiti presso altri reparti. Chiederemo al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, un dettagliato piano di interventi affinché episodi simili non si verifichino più». Dal suo letto di ospedale (ha appena partorito) il ministro della Salute, Giulia Grillo, lancia l’ ennesimo avvertimento al governatore e commissario per il piano di rientro dal debito sanitario, dopo aver dichiarato di aver allertato i Carabinieri del Nas per condurre «un’ ispezione e acquisire ogni elemento utile a fare chiarezza sull’ episodio». Da Palazzo Santa Lucia, tuttavia, respingono ogni sospetto. Anzi, De Luca fa sapere che è stata la sua struttura ad allertare gli ispettori della Asl e lascia parlare, per ora, i vertici della azienda sanitaria. E in serata arriva una nota della Regione in cui si annuncia la sospensione di medici e infermieri del reparto. «La Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania – si legge – dopo aver disposto immediatamente l’ intervento del Servizio Ispettivo Regionale, ha segnalato al direttore generale dell’ Asl Napoli 1 di promuovere il provvedimento della sospensione cautelare dal servizio a carico del personale medico e infermieristico che si sia reso responsabile di omessa sorveglianza o di imperizia nelle operazioni di assistenza della paziente». Ma dietro questo ulteriore caso di degrado, per il quale le responsabilità politiche si incrociano con quelle legate alla incapacità di organizzare un dignitoso servizio di assistenza sanitaria e con le evidenti inadempienze del personale medico e infermieristico, si nasconde la sfida di tutte le sfide: l’ esito della richiesta avanzata dal presidente della Regione al Governo di interrompere il regime commissariale che dura da ben nove anni. Un responso che dovrebbe arrivare al massimo entro fine anno. De Luca sa di poter far leva sui dati Lea – i livelli essenziali di assistenza – in netto miglioramento (tranne che sugli screening oncologici) e su una discreta correzione dei conti già avviata da Caldoro. Certo, dal ministero della Salute sarebbero propensi a sciogliere ogni vincolo, ma sia la Lega, sia i 5 stelle campani insistono perché la sanità regionale resti immobilizzata nella camicia di forza della gestione straordinaria, a condizione, tuttavia, che venga affidata in mani diverse da quelle del governatore. Durissime, ovviamente, le reazioni politiche dopo la diffusione del video. «Da “Mai più ultimi” a “Ti porto in Africa” – afferma Carmela Rescigno, responsabile nazionale Sanità di Fratelli di Italia -. Il presidente della Regione trasforma la sanità campana in una sanità da terzo mondo». Stefano Graziano, presidente pd della commissione regionale Sanità, tuona: «Se emergeranno responsabilità individuali o collettive bisognerà usare il pugno di ferro». La consigliera regionale 5 stelle Valeria Ciarambino chiede la testa del dg della Asl Napoli 1 e accusa De Luca: «Una vicenda vergognosa che ha un solo responsabile, ovvero il governatore della Campania. Un uomo il cui peccato originario è stato quello di stravolgere i criteri di nomina dei direttori generali, ascrivendoli alla sua totale discrezione, per poi arricchirli aumentando con un colpo di mano le loro indennità sotto il sole di Ferragosto. Il risultato è stato quello di piazzare in ruoli di vertice della sanità campana persone scelte senza trasparenza né meriti, salvo quello di assoluta fedeltà al presidente della Regione». E se il Codacons annuncia un esposto alla magistratura per chiedere che vengano indagati tutti i responsabili per omissione di atti d’ ufficio e violazione delle norme sanitarie, il capogruppo regionale di Fi Armando Cesaro commenta: «Non ci è dato ancora sapere se e quali manager hanno raggiunto gli obiettivi per i quali sono stati nominati. Attendiamo le relazioni in Aula».

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