30 Ottobre 2012

Grilli: «Nessun rinvio per l’ Imu»

Grilli: «Nessun rinvio per l’ Imu»

Tutto come prima. Nonostante il ritardo dei comuni nel decidere le aliquoterelative all’ Imu e le conseguenti difficoltà da parte dei contribuenti a capire quanto dovrà essere versato per il saldo del prossimo 17 dicembre, il governo non intendeconcedere alcuna proroga. A confermare le intenzioni dell’ esecutivo ci ha pensato ieri il ministro dell’ Economia, Vittorio Grilli, amargine di una inaugurazione molto importante, quella dell’ ufficio dell’ Agenzia delle Entrate nel centro storico dell’ Aquila, un primo importante passo per far tornare alla vita il cuore della città abruzzese dopo il terremoto. E la tendenza dell’ amministrazione statale a quella di voler collocare nel centro storico dell’ Aquila tutti i maggiori e più importanti uffici provinciali e regionali. «Le scadenze sono quelle previ ste» ha detto Grilli ai cronisti «e restano quelle, lo Stato ha preso la sua decisione. Non a possibile fare diversamente, abbiamo bisogno di entrate quest’ anno altrimenti sono a rischio gli obiettivi di deficit. Per questa ragione spero che i comuni che non hanno deliberato lo facciano quanto prima, perché non a possibile spostare la scadenza. Lo Stato ha fatto la sua parte, adesso tocca ai comuni». In questo modo rimane il rischio caos denunciato dalla Consulta del Caf (centri di assistenza fiscale ndr) peril pagamento del saldo dell’ Imu, vista anche la difficoltà che presenta il calcolo dell’ imposta più odiata dagliitaliani. Capirequanto bisogna pagare, anche una volta decise le aliquote, rimarrà comunque un procedimento piuttosto macchinoso, tra rendite catastali e coefficienti di moltiplicazione. Moltissimi italiani dovranno farsi aiutare e buona parte di loro si rivolgeranno proprio ai Caf, che così però rischiano il collasso, dati itempi stretti ed i calcoli complessi. La vecchia Ici, per quanto indige sta, aveva almeno il vantaggio di potere essere pagata per mezzo di bollettini postali inviati dai comuni. I Caf hanno mandato agli 8.000 comuni italiani una richiesta per otteneredelibere e regolamenti approvati, in modo da conoscere in anticipo lealiquote e poter effettuare i calcoli, ma soltanto 1.500 amministrazioni comunali (il 18% totale) ha risposto. Così anche ieri la Consulta del Caf ha ribadito che «vista la situazione, ci sarà poco più di un mese per reperire migliaia di delibere, di regolamenti e di capitolati esterni, inserire lealiquote nelleprocedure di calcolo dopo aver superato le molteplici problematiche interpretative in merito alla loro applicazione, problematiche che, peraltro, sono state già sottoposte al ministero in diverse occasioni senza alcun riscontro ». Un altro problema riguarda il modello di dichiarazione, visto che a poco più di un mese dalla scadenza fissata non a stato ancora approvato quello che dovrà essere utilizzato. Il Codacons, preso atto delle paroledel ministroGrilli, ha spiegato che «a questo punto calcolare il saldo dell’ Imu sarà comunque un caos, in caso di cambio delle aliquote da parte dei comuni. Ecco percha a stato un atto irresponsabile dare così tantotempo agli enti localiper decidere l’ aliquota definitiva. Ci sono alcuni comuni che, pur avendo già modificato l’ aliquota di riferimento, hanno già annunciato di doverla nuovamente cambiare nelle poche ore rimaste a disposizione, avendo avuto un gettito inferiore al previsto. Devono fare cassa e questo aumenta ulteriormente la confusione ». Per rimediare al caos annunciato, il Codacons chiede al governo di «mettere almeno a disposizione le proprie strutture ed i propri esperti per dare consigli al consumatore nel calcolo dell’ imposta. Ad esempio il numero verde dell’ agenzia delle entrate 848.800.444 andrebbe potenziato aquesto scopo,mentre al momento gli operatori rispondono che si tratta di un’ imposta municipale e che, quindi, i contribuenti devono rivolgersi al loro comune ». «I rialzi delle aliquote già decisi dai comuni» continua il Codacons «produrranno, rispetto alla prima rata in acconto, un aumento medio del saldo pari a 25 euro per la prima casa (si considera il pagamento in due rate) e 159 euro per la seconda ».
giuseppe caruso milano

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