17 Luglio 2021

Green pass, Fedriga (Conferenza delle Regioni); ‘Serve equilibrio’

Con il passare delle ore si infittiscono le voci, e le “trattative” a proposito dell’introduzione anche in Italia del Green pass – legato all’effettuazione di un tampone o al completamento del ciclo vaccinale – per frequentare bar e ristoranti, per partecipare ai concerti o prendere treni o aerei, sull’esempio di quello adottato dalla Francia, per spingere i suoi cittadini a vaccinarsi.

Una novità che potrebbe impattare anche sulle attività di gioco, con i preposti “costretti” a chiedere agli avventori un “certificato” per entrare nelle sale, con un ovvio impatto negativo sugli accessi. Per ora, per fortuna, solo un’ipotesi.

Dopo il “niet” di alcuni politici, a cominciare da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, per la quale è “un’idea raggelante e anti-costituzionale”, e dal leghista Matteo Salvini, e i dubbi manifestati da Fiepet Confesercenti e Fipe-Confcommercio, a prendere posizione sul tema interviene anche Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni (e della Regione Friuli Venezia Giulia).
“Serve un minimo di equilibrio. È oggettivamente fastidioso vedere un Paese nel quale ci sono le tifoserie in una pandemia. Occorre vedere la situazione contingente nella quale vive il Paese. Oggi, è vero, che c’è una risalita dei contagi, ma in termini di numeri assoluti sono ancora contenuti fortunatamente”, puntualizza, a “Radio anch’io” su Rai Radio 1.
“Rispetto alla situazione attuale, usiamo il green pass, per esempio, per aprire quello che altrimenti sarebbe difficile, penso alle discoteche e ai grandi eventi. Se la situazione dovesse peggiorare, bisognerà fare delle scelte”.
Per Fedriga adesso è fondamentale “tenere insieme la sicurezza sanitaria”, che “è prioritaria” e riguarda anche le “attività economiche”, e la “tenuta sociale del Paese”, mentre le “posizioni da tifoseria in questo momento sono sbagliate e poco responsabili. Dobbiamo tenere quell’equilibrio e sapere che dobbiamo essere decisi a combattere la pandemia, a contrastare situazioni drammatiche che comporterebbero chiusure, a convincere le persone a partecipare alla campagna vaccinale. Sono convinto che l’impegno di tutti deve essere quello di parlare con le persone e ‘raccontare la verità: i vaccini servono, funzionano e proteggono”.
“Il parametro – conclude – deve essere l’ospedalizzazione. La commissione Salute della Conferenza delle Regioni sta elaborando una proposta di modifica dei parametri introducendo una maggiore rilevanza per quanto riguarda le ospedalizzazioni”.

Un tema, quest’ultimo condivisp anche dal Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ad Agorà Estate, su Rai3, sottolinea: “E’ necessario rivedere i parametri che fissano la definizione dei colori delle regioni: non possono più essere legati alla percentuale dei contagi, ma al tasso di ospedalizzazione. In Sicilia, attualmente, siamo la seconda regione italiana per contagi Covid ma abbiamo, in totale, solo 21 ricoverati in terapia intensiva e 130 nei reparti ordinari, su 5 milioni di abitanti. Gran parte dei ricoverati, peraltro, risulta non vaccinata. L’esperienza deve indurci a rivedere il sistema, a fare scelte di buon senso. Sarebbe assurdo andare verso nuove restrizioni e chiusure con gli attuali criteri, determinando un disastro che non sarebbe sanitario ma economico”.

GREEN PASS, CODACONS: “PRONTI A RICORRERE AL TAR” – “Qualsiasi provvedimento del Governo teso ad adottare in Italia il Green Pass sul modello francese sarà impugnato dal Codacons dinanzi al Tar del Lazio, e finirebbe per essere inevitabilmente annullato dalla giustizia amministrativa”. Lo afferma l’associazione dei consumatori, pronta alla battaglia legale contro misure atte a limitare le libertà individuali dei cittadini. “Siamo da sempre favorevoli alla vaccinazione contro il Covid e all’adozione del Green pass negli ambiti in cui il certificato è realmente utile a tutelare la salute umana, come il caso di viaggi, stadi, aerei e discoteche – spiega il Codacons – In nessun caso però la presenza del Green pass può diventare indispensabile per legge per svolgere normali attività come muoversi su mezzi pubblici, cenare al ristorante, andare al cinema, prendere un caffè al bar, perché di fatto il certificato si trasformerebbe in un obbligo vaccinale già bocciato dal Tar, e introdurrebbe una intollerabile limitazione ai diritti fondamentali dei cittadini tutelati dalla Costituzione”. Per spingere gli italiani a vaccinarsi, conclude il Codacons, “è necessario agire convincendo gli indecisi e i contrari, riconoscendo vantaggi a chi si sottopone al vaccino ma senza privare dei propri diritti chi, per le più svariate ragioni, decide di non vaccinarsi – prosegue il Codacons – Per tale motivo qualsiasi Green pass sul modello francese che dovesse essere adottato in Italia finirebbe impugnato dall’associazione al Tar, ed è destinato ad essere annullato dinanzi la giustizia amministrativa, sula scorta di numerose sentenze dei tribunali che hanno già bocciato misure che introducevano di fatto un obbligo vaccinale indiscriminato”.

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