20 Luglio 2021

Green pass e tamponi: le regole per viaggiare in Italia e all’estero

 

di GIULIA PROSPERETTI Sì viaggiare, ma in pandemia è necessario prestare attenzione alle nuove regole. Nella giungla di norme di ingresso che variano da Paese a Paese i più distratti rischiano, infatti, di non riuscire a partire per le agognate vacanze o, peggio, di rimanere bloccati nel luogo di villeggiatura. Dopo le polemiche suscitate dal caso dei 13 ragazzi intrappolati a Malta poiché uno di loro, nonostante il vaccino, è risultato positivo al Covid, è notizia di ieri il caos registrato a Malpensa dove diversi turisti hanno dovuto posticipare l’arrivo in qualche isola greca o spagnola perché non avevano tutti i documenti in regola. Se – come denuncia il Codacons – già le operazioni legate al controllo del Green pass stanno generando rallentamenti e problemi nei principali scali italiani con “code e attese estenuanti per i passeggeri”, le principali criticità sono causate dai molti turisti che arrivano all’imbarco sprovvisti del digital Passenger Locator Form (dPLF), un modulo di localizzazione indispensabile per viaggiare nella maggior parte dei Paesi (e rientrare in Italia). Per evitare brutte sorprese è bene, dunque, munirsi di tutto l’occorrente tenendo presente che, con l’evoluzione della situazione sanitaria, anche le regole, nel corso delle settimane, possono mutare.

Cosa serve per viaggiare in Italia?

Ad oggi chi ha deciso di trascorrere le proprie vacanze in Italia può raggiungere liberamente e con qualsiasi mezzo ogni regione senza obbligo di presentare certificati o effettuare tamponi. Lo scenario potrebbe, tuttavia, cambiare a partire dalle prossime settimane. La prima incognita riguarda l’entrata in vigore del decreto Covid che porta con sé l’estensione dell’obbligo del Green pass. Dal 1 agosto potrebbe, dunque, essere necessario presentare il certificato verde per viaggiare su mezzi a lunga percorrenza come aerei, treni e traghetti. Nuove restrizioni potrebbero, inoltre, essere dettate dall’eventuale passaggio in altra fascia di colore di alcune regioni. La tendenza è mantenere l’Italia tutta bianca fino al 15 agosto ma Sardegna, Sicilia e Veneto, rischiano il giallo già dal 26 luglio.

Basta il Green pass per l’Europa?

Non solo Green pass. Per viaggiare nell’Ue la maggior parte dei Paesi richiede di compilare certificati aggiuntivi che possono variare a seconda della destinazione. Il più comune è il già citato dPLF che va presentato anche al rientro in Italia. Si tratta di un modulo con cui vengono raccolte informazioni sull’itinerario di viaggio (effettuato con qualsiasi mezzo di trasporto: aereo, nave, treno, autobus, auto), il recapito telefonico e l’indirizzo di permanenza in territorio nazionale per permettere all’Autorità sanitaria di contattare tempestivamente il passeggero, qualora esposto ad una malattia infettiva diffusiva durante il viaggio. Una volta inviato il modulo, il passeggero riceverà all’indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione, il dPLF in formato pdf e QRcode che dovrà mostrare direttamente dal suo smartphone o formato cartaceo al momento dell’imbarco o del controllo. Alcuni Paesi, come ad esempio la Grecia, richiedono che venga compilato in anticipo, entro le 23:59 del giorno antecedente la partenza. Per entrare in Spagna bisogna invece compilare il formulario di salute pubblica (online o con app del ministero iberico della salute). In Francia si può entrare dopo due settimane dalla vaccinazione completa con Moderna, Astrazeneca o Pfizer, ma nel caso di Johnson & Johnson bisogna aspettarne quattro, oppure è necessario avere un tampone negativo eseguito non più di 72 ore prima dell’arrivo. Malta richiede ai turisti di aver completato la vaccinazione nei 14 giorni precedenti, altrimenti all’arrivo bisogna trascorrere in quarantena due settimane.
Il caso del Regno Unito

Per i viaggiatori in arrivo dall’Italia, c’è l’obbligo di compilare un formulario online (travel locator form) nei due giorni precedenti la partenza indicando un indirizzo specifico e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati. È inoltre necessario osservare un isolamento cautelare da 10 a 5 giorni e avere con sé l’esito negativo di un test fatto 3 giorni prima di partire.
Quali sono i Paesi chiusi ai turisti italiani?

Nella lista dei Paesi vietati agli italiani figurano gli Stati Uniti dove è tuttora sospesa la possibilità di ingresso ai viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, siano stati in un Paese dell’Area Schengen. Stesso discorso per il Giappone dove si svolgeranno a Tokyo le Olimpiadi dal 23 luglio all’8 agosto e le Paralimpiadi, dal 24 agosto al 5 settembre. Le autorità giapponesi hanno, infatti, stabilito che l’ingresso nel Paese per motivi di turismo è vietato fino a nuove indicazioni, da qualsiasi Paese del mondo. Chiusi i confini anche di Australia, Nuova Zelanda e Canada. Rimane, infine, vietato il turismo dall’Italia verso Russia, Bielorussia, Ucraina e Brasile.

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