21 Ottobre 2021

“Green pass, denunce per falso e truffa aggravata dopo la raffica di certificati di malattia”

I certificati di malattia presentati ai datori di lavoro nei giorni scorsi sono in crescita, rispetto ai numeri della scorsa settimana. Venerdì 15 ottobre, primo giorno di obbligo di green pass per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati, l’Inps ha segnalato un aumento di 17.340 lavoratori ammalati rispetto al venerdì precedente: 94.191 contro 76.851. L’incremento è stato del 18,3% tra i lavoratori pubblici e del 21,1% tra quelli privati. La Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, invita comunque alla cautela, dicendo che i numeri di venerdì 15 ottobre non possono essere confrontati con quelli della settimana precedente “quando eravamo ancora in estate”.

“C’è stata una settimana di pioggia e freddo, un abbassamento delle temperature di dieci gradi e i primi casi di influenza”, spiega la Fimmg. Lunedì 18 ottobre i certificati di malattia ricevuti dall’Inps sono stati invece 152.780, contro i 133.270 di lunedì 11 ottobre, con un aumento del 14,6%. Il giorno dopo l’istituto di previdenza ha fatto sapere di aver ricevuto 83.078 certificati, a fronte dei 74.724 dei sette giorni prima, in crescita dell’11,2%.

Il boom di certificati per malattia presentati sui luoghi di lavoro dal 15 ottobre ad oggi finisce al vaglio delle procure della Repubblica di tutta Italia. Il Codacons ha deciso infatti di fare chiarezza sulla crescita delle certificazioni per malattia presentate dai lavoratori italiani a far data dal 15 ottobre, numeri che secondo l’associazione dei consumatori potrebbero “nascondere” veri e propri reati, come quello di falso ideologico e truffa aggravata.

Gli aumenti maggiori, segnala il Codacons, si registrano in Piemonte (13.805 certificati l’11 ottobre, 16.678 il 18 ottobre, +20,8%), Lombardia (da 32.965 certificati di lunedì 11 ottobre ai 38.061 di lunedì 18, +15,4%), Veneto (8.886 certificati venerdì 15 ottobre, 18.795 il 18 ottobre). Più che raddoppiati anche in Emilia-Romagna: 9.659 il 15 ottobre, saliti a 20.589 il lunedì successivo.

Il sospetto – secondo il Codacons – “è che molti lavoratori, non disponendo di green pass e non volendo ricorrere al tampone, abbiano scelto di mettersi in malattia allo scopo di non recarsi al lavoro e non subire le sanzioni previste per i dipendenti pubblici e privati privi di certificazione sanitaria. Malattie con ogni probabilità inesistenti che producono un danno per le casse dell’Inps e potrebbero realizzare reati sia da parte dei lavoratori, sia dei medici che hanno firmato certificati falsi”.

Per tale motivo il Codacons annuncia oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, in cui si chiede di aprire indagini sul territorio in merito all’escalation di certificati per malattia presentati dai lavoratori dal 15 ottobre ad oggi, acquisendo la relativa documentazione e verificando l’operato dei medici di base, alla luce dell’art. 479 del codice penale che punisce “il pubblico ufficiale che ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”.

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