22 Ottobre 2021

Green pass al lavoro, boom di certificati di malattia. Esposto in Procura ad Arezzo

Esposto del Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, sull’aumento dei certificati medici sul territorio che permettono l’esenzione dal lavoro. Il boom di certificati per malattia presentati dai lavoratori in Toscana dal 15 ottobre – data di ingresso delle norme sul Green pass – ad oggi, finisce così vaglio delle Procure della Repubblica, tra cui quella di Arezzo. Oltre a quelle di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.

Il Codacons – come chiarisce una nota – ha deciso infatti di “fare chiarezza sull’abnorme crescita delle certificazioni per malattia presentate dai lavoratori proprio dal 15 ottobre”. L’ipotesi è che “dietro l’incremento dei numeri potrebbero esserci veri e propri reati, come quello di falso ideologico e truffa aggravata”.
Certificati di malattia e green pass, le accuse del Codacons

“In Toscana – spiegano dall’associazione dei consumatori – i certificati presentati venerdì 15 ottobre sono risultati in aumento del 21,2%, con 5.717 certificazioni, del 16,4% lunedì 18 ottobre e dell’11,1%, martedì 19 ottobre, con un incremento medio nei tre giorni del 17,3%. Una crescita abnorme che fa sorgere il sospetto che in Toscana molti lavoratori, non disponendo di Green pass e non volendo ricorrere al tampone, abbiano scelto di mettersi in malattia allo scopo di non recarsi al lavoro e non subire le sanzioni previste per i dipendenti pubblici e privati privi di certificazione sanitaria – spiega il Codacons –, malattie con ogni probabilità inesistenti che producono un danno per le casse dell’Inps e potrebbero realizzare reati sia da parte dei lavoratori, sia dei medici che hanno firmato certificati falsi”.

Gli esposti del Codacons in Procura

Così il Codacons annuncia oggi un esposto alle Procure della Repubblica di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, in cui si chiede “di aprire indagini sul territorio in merito all’escalation di certificati per malattia presentati dai lavoratori del Toscana dal 15 ottobre ad oggi, acquisendo la relativa documentazione e verificando l’operato dei medici di base, alla luce dell’articolo 479 del Codice Penale”. L’articolo punisce “il pubblico ufficiale, che ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”.

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