Grazie lo stesso signori del Codacons
Davanti a uno Stato che si trasforma in etico quando conviene all’una o all’altra parte politica a seconda di chi governa, e poi se ne frega di ogni scrupolo morale quando deve far cassa con il Superenalotto, almeno loro ci aiutano a tenere i piedi per terra. Beh, diciamo che ci provano. Dopo che le loro prediche sui rischi di un montepremi vertiginoso come quello del concorso più amato dagli italiani sono caduti nel vuoto, i signori dell’associazione di tutela dei consumatori hanno bussato alla porta del Consiglio di Stato che martedì prossimo dovrebbe pronunciarsi sulla legittimità del montepremi illimitato. Nel caso in cui i giudici accogliessero il ricorso dell’associazione, tutte le giocate fatte dopo che il montepremi ha superato il limite che sarà eventualmente fissato dal concorso di Stato dovranno essere considerate nulle. Roba da Azzeccagarbugli, insomma. Quello che conta per i consumatori, però, è che a quel punto le giocate effettuate dovranno essere rimborsate. Un’ipotesi da brividi per l’erario che, in ogni caso, difficilmente si concretizzerà. Infatti, anche nel caso in cui il Consiglio di Stato accogliesse il ricorso, per ottenere il rimborso occorrerebbe presentare la schedina giocata. Ma alzi la mano chi conserva una schedina del Superenalotto perdente? Insomma, siamo di fronte al solito pasticcio all’italiana: il Codacons fa la sua bella figura, lo Stato non ci rimette. Ma il consumatore cosa ci guadagna? Nulla se non la doppia beffa: dallo Stato e dal Codacons.
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