8 Settembre 2011

“Gravi danni biologici e morali” Il Codacons: mezzo milione a bimbo

Ancora più indietro, lo spettro dell´allarme Tbc scattato al Gemelli si allunga e arriva fino al 2010. Non solo gennaio, risale allo scorso 8 dicembre l´ultimo caso di bambino risultato positivo al test della tubercolosi. E mentre si scava sempre più a ritroso sulla diffusione del virus che ha seminato il panico in corsia, aumentano di ora in ora le adesioni dei genitori alle due class action presentate ieri dal Codacons. Una cinquantina in tutto, sia tra le famiglie dei piccoli positivi al contagio, sia tra quelle dei neonati negativi al test. Un danno biologico, morale ed esistenziale per cui l´associazione dei consumatori ha stimato un risarcimento fino a mezzo milione di euro. «Questo è lo scandalo sanitario più grave degli ultimi venti anni – ha dichiarato Carlo Rienzi, il presidente del Codacons – Non è possibile attendere oltre, i controlli vanno estesi a tutti i bambini nati nel periodo in cui l´infermiera affetta da Tbc ha lavorato nel reparto di neonatologia». Sembra una corsa contro il tempo, tra i genitori dei piccoli che ieri si sono dati appuntamento al teatro San Genesio di Prati dove l´associazione dei consumatori ha illustrato le iniziative legali che saranno portate avanti. Otto in tutto: oltre alle due class action, un´azione collettiva per chiedere un risarcimento, una querela, un´istanza di sequestro notificata alla procura per fare accertamenti sulle cartelle cliniche, due ricorsi al Tar contro la Regione, e, infine, una diffida a tutte le Asl del Lazio per conoscere se e quanti controlli hanno effettuato. Perché la paura è tanta tra le famiglie che ieri si sono radunate, che annunciano battaglia e chiedono delle spiegazioni. «È stato uno tsunami" racconta Davide, papà di uno dei bambini risultati positivi al test: "Maledetto il giorno che abbiamo deciso di andare al Gemelli, chi ha sbagliato deve pagare». «Eravamo partiti per le vacanze e non sospettavamo nulla – confessa invece una nonna mentre spinge con il passeggino il nipote – Quando l´ospedale ci ha convocato, ci siamo sentiti morire, ci è piombato addosso un incubo. Non viviamo più, il dolore è insopportabile". Rabbia, quindi, una rabbia infinita, e tantissimi dubbi sui possibili danni delle terapie antibiotiche. Mentre in diretta arriva la telefonata del padre dell´ultimo neonato contagiato, quello nato a dicembre: "Ho pagato 70 euro per fare il test al Gemelli. Mi avevano detto che siccome mio figlio era nato prima di gennaio non rientrava nello screening dei controlli. E invece». Alla luce degli ultimi sviluppi il Codacons ha anche chiesto alla magistratura di accertare quanti casi di Tbc si siano registrati al Gemelli nel 2004-2005. Sembrerebbe, infatti, che l´infermiera affetta da Tbc fosse stata contagiata in quel periodo da un paziente del nosocomio e non, quindi, dal marito. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intanto, ha ribadito tutta la sua approvazione all´operato del policlinico Gemelli. «Premesso che è in corso un´indagine della magistratura, che verificherà eventuali responsabilità, è opinione del governo che il policlinico l´asl di riferimento e la regione Lazio abbiano reagito con prontezza e competenza». E fa sapere che un caso simile è del tutto nuovo per l´Italia e per l´Europa. «In letteratura sono descritti solo tre casi simili: uno accaduto negli Stati Uniti nel 2003, relativo a 613 pazienti coinvolti, uno accaduto in Canada nel 2004 con due soli pazienti e uno in Giappone nel 2006 con 100 pazienti coinvolti. Dell´episodio americano, avvenuto a New York, parla anche la governatrice Renata Polverini. «Fu quando 613 neonati – spiega – furono esposti al micobatterio della Tbc e solo 227 furono rintracciati e sottoposti al test. Nel nostro caso invece sono 1.708 i bimbi coinvolti, e a oggi ne sono stati contattati 1.621 (95%), di cui 1.415 già sottoposti al test, con l´8,6% dei soggetti risultati positivi. La Polverini racconta anche di come qualche giorno fa siano usciti i dati pubblicati dal ministero del Lavoro. «Dicono che in Italia sono quasi 10 milioni le persone positive alla Tbc che probabilmente neanche lo sanno. Abbiamo oltre 4000 persone che si ammalano all´anno nel nostro Paese». E ancora: «Certo, siamo preoccupati, ma la Regione ha dato una risposta importante dal punto di vista dell´organizzazione con un primo obiettivo: contattare tutte le famiglie, effettuare i test ed avviare una profilassi».
 
 

 

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