17 Marzo 2017

Grattino scaduto, sì al verbale: round al Comune

Grattino scaduto, sì al verbale: round al Comune

Multa per grattino scaduto: i giudici danno ragione al Comune di Lecce e bocciano il ricorso del Codacons. La sanzione va pagata – è scritto nel verdetto – perché si tratta di una “evasione tariffaria in violazione della disciplina della sosta a pagamento su suolo pubblico”». Se il ticket per il parcheggio scade, insomma, è giusto che scatti la multa. Un nuovo round a favore di Palazzo Carafa in una partita che, da anni, è al centro del dibattito in una città spaccata in due: da una parte coloro, come le associazioni dei consumatori, che sostengono che non si possa multare chi ha pagato il grattino e lo ha lasciato scadere; dall’ altra chi ritiene, Comune in primis, che la sanzione debba invece scattare. Quest’ ultima opzione è stata ribadita dal giudice del tribunale di Lecce Katia Pinto che ha accolto l’ appello di Palazzo Carafa – difeso dall’ avvocato Eugenia Novembre – contro il provvedimento emesso dal giudice di pace che, in prima istanza, aveva dato ragione a Piero Mongelli, rappresentante del Codacons Lecce. Nel dispositivo si fa riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione del 3 agosto 2016 che stabilisce che «l’ assoggettamento al pagamento della sosta è un atto di regolamentazione della sosta stessa» e quindi un’ eventuale infrazione costituisce «un illecito amministrativo e non si trasforma in inadempimento contrattuale trattandosi, analogamente al caso della sosta effettuata omettendo l’ acquisto del ticket orario, di evasione tariffaria in violazione della disciplina della sosta a pagamento su suolo pubblico, introdotta per incentiva re la rotazione e razionalizzare l’ offerta di sosta». Insomma, la multa comminata a un’ auto con ticket di pagamento scaduto è del tutto legittima. A Palazzo Carafa cantano vittoria, evidenziando «la bontà e la linearità del percorso avviato dall’ amministrazione comunale la cui azione è indirizzata sem pre al rispetto delle regole». In un anno – cioè a cavallo fra 2015 e 2016, ultimi dati disponibili – gli ausiliari del traffico della Sgm hanno elevato 15.958 sanzioni, mentre i ricorsi presentati al prefetto nello stesso periodo sono stati 820. Perché non va dimenticato che nel 2015 all’ allora prefetto Giuliana Perrotta diffidò il Comune a rispettare le circolari ministeriali – Viminale e ministero dei Trasporti – che stabilivano come la multa, in caso di grattino scaduto, non potesse essere elevata. Per questo il Comune decise di introdurre 15 minuti di tolleranza e di cancellare invece l’ avviso bonario, che permetteva a chi aveva pagato il grattino, lasciandolo poi scadere, di sanare la propria posizione con un versamento “scontato”. Anche i 15 minuti di tolleranza, però, sono diventati una chimera. E si procede a colpi di ricorsi. Stavolta, il Comune ha avuto la meglio. P.Anc.

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