10 Gennaio 2002

«Gratis le medicine salvavita»

«Gratis le medicine salvavita»
I medici di famiglia: niente ticket sui farmaci indispensabili

«La spesa farmaceutica fa paura, il ticket non ci piace ma è una misura inevitabile». Sono queste, in sintesi, le considerazioni della Fimmg (la Federazione dei medici di medicina generale) che ieri è tornata alla Regione per discutere del ticket da un euro sulle ricette che gli assessori Andrea Augello e Vincenzo Saraceni (rispettivamente al Bilancio e alla Sanità) vogliono introdurre per ridurre il deficit della spesa farmaceutica, 2.500 miliardi dei quali 700 cresciuti lo scorso anno. La Fimmg si è presentata all?appuntamento con gomma per cancellare e penna per cercare di modificare la delibera che introdurrà entro questo mese tutte le iniziative per risparmiare sui costi delle medicine.

«Intanto abbiamo proposto due correttivi che secondo noi sono fondamentali – spiega Maria Corongiu, vice segretario romano della federazione -. Non dovranno pagare il ticket le prescrizioni di medicinali salvavita o che sono fondamentali per la salute. E poi è necessario uno sbarramento di 10 euro: le ricette che prevedono un costo di farmaci inferiore a questo tetto sono esentate dal ticket. In questo modo otterremmo due vantaggi. Da una parte verrebbe educato il paziente ad usare medicine, a parità di efficacia, a basso costo come il farmaco generico. Ma servirebbe anche al medico che nella stessa ricetta potrebbe prescrivere più farmaci sempre rimanendo sotto la soglia dei 10 euro». Maria Corongiu cita anche alcuni esempi illustrati ieri alla Regione: «Una confezione di cortisone costa 2.400 lire, alcuni farmaci per l?insufficienza cardiaca o che contengono l?ormone tiroideo costano intorno alle 5.000 lire. Queste medicine non dovrebbe pagare il ticket, un po? perchè in rapporto con la tassa di quasi duemila lire, cioè un euro, sarebbe iniqua, un po? perchè sono fondamentali per la sopravvivenza dei pazienti». Sul fronte delle cancellature, la Fimmg ha chiesto di eliminare dalla delibera la possibilità di incentivare i medici che risparmiano sulle prescrizioni di medicine.
Ieri è stata un?altra burrascosa giornata sul fronte politico. Se da una parte il capogruppo regionale del Ccd Luciano Ciocchetti parla del ticket sulle ricette come di una «scelta obbligata», Alessandro Foglietta (presidente della commissione Sanità) accusa l?ex maggioranza di centrosinistra alla Regione di aver provocato un deficit spaventoso: «La sinistra fa solo e comunque demagogia». Dall?altra parte Giulia Rodano respinge le accuse e contrattacca: «Il centrodestra deve dirci perchè ha fatto aumentare il numero e la spesa per i ricoveri ospedalieri. Fino a quando Storace continuerà a nascondersi dietro presunte responsabilità di Badaloni?». E Michele Meta, segretario regionale dei Ds, annuncia una campagna di informazione di massa davanti agli ospedali e agli ambulatori per spiegare gli errori della giunta Storace. «Contro la tassa sulle medicine – hanno dichiarato Meta e Nicola Zingaretti, segretario della Federazione di Roma – ci mobiliteremo per spiegare ai cittadini che questo ticket è iniquo e inutile. Iniquo perché colpisce, malgrado le assicurazioni della giunta regionale, le fasce più deboli della popolazione. Inutile perché non viene praticata nessuna distinzione fra i farmaci che servono e quelli che non servono». «Anche noi faremo una campagna di massa, ma per dimostrare la vostra malafede». È la risposta del presidente di An a Roma, Roberta Angelilli.
Contro il ticket si è schierata ieri Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato. «L?idea di far fronte al deficit della Sanità attraverso un ticket da un euro, ci lascia sconcertati – sostiene il segretario regionale del Lazio di Cittadinanzattiva, Antonio Ferraro -. E? solo una comoda scorciatoia».
Una diffida alla Regione è stata inviata dal Codacons chiedendo di ripensare alla decisione: «Esistono sicuramente altri metodi per risanare i debiti – dicono all`associazione dei consumatori – il disavanzo è addirittura aumentato a causa di scelte di politica sanitaria discutibili che hanno favorito soprattutto la sanità privata: ora si cerca di rimediare qualche decina di miliardi senza contare che il provvedimento rischia di vanificare ogni effetto della riforma dei farmaci generici».

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