Grandi Rischi, chiesto maxi risarcimento
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fonte:
- Il Centro
L’ AQUILA. Una maxi richiesta di risarcimento di 15 milioni da destinare ai parenti delle vittime del sisma: l’ istanza, con costituzione di parte civile, verrà presentata da Livio Bearzi, preside del Convitto nazionale, imputato nel processo relativo al crollo della stessa struttura, nei confronti dei componenti della Commissione grandi rischi nell’ udienza preliminare del 10 dicembre. Nel mirino, dunque, il mancato allarme: le rassicurazioni avrebbero influito anche sulle scelte adottate dal professor Livio Bearzi il quale, sulla scorta di quelle parole, scelse di non far evacuare il palazzo poi crollato con tre giovani vittime. Ma occorre anche precisare che il preside, che è assistito dall’ avvocato Paolo Enrico Guidobaldi , non avrebbe potuto far uscire nessuno dall’ istituto in quanto gli ospiti erano tre minorenni: Luigi Cellini, 15 anni, originario di Trasacco, Ondreiy Nouzovsky, (17,) e Marta Zelena, (16) della Repubblica Ceca mentre un quarto giovane rimase ferito. Bearzi, tra l’ altro, il 28 gennaio 2011 dovrà affrontare il primo processo sui crolli dove è accusato di omicidio colposo insieme al dirigente della Provincia, Vincenzo Mazzotta . Il 10 dicembre, dunque, i svolgerà la prima udienza preliminare davanti al gup del tribunale, Giuseppe Grieco, dove compariranno i sette membri della Commissione che sottoscrissero il verbale della seduta; Si tratta di Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi e ordinario di Vulcanologia, Bernardo De Bernardinis, ex vice capo della Protezione civile, Enzo Boschi , presidente dell’ Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ordinario di Fisica terrestre presso l’ Università di Bologna, Giulio Selvaggi, direttore del centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore della fondazione Eucentre, e ideatore del progetto Case, Claudio Eva , ordinario di fisica terrestre presso l’ Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ ufficio rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e docente di Tecnica delle costruzioni presso l’ Università Federico II di Napoli. Degli imputati solo alcuni sono stati ascoltati dal pm Fabio Picuti e hanno contestato tutti gli addebiti ma non è servito a cambiare le carte in tavola. Nell’ ambito dello stesso procedimento anche il Codacons si è costituito parte civile «con l’ obbiettivo di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’ attività sismica delle ultime settimane». Ma tutta la prima udienza sarà caratterizzata dalle eccezioni preliminari e, per l’ appunto, dalle costituzioni di parte civile che si prevedono numerosissime. E’ prevedibile, dunque, che il giudice stilerà un calendario per meglio scandire le date del procedimento. Un procedimento che è stato avviato da una denuncia dell’ avvocato Antonio Valentini , presentato il 17 agosto 2009, corredata di una serie di valutazioni che girano intorno a un concetto semplice: se i terremoti non sono prevedibili che senso ha rassicurare la gente? CASA DELLO STUDENTE. Ieri mattina la consulente tecnica del giudice per le udienze preliminari, Maria Gabriella Mulas , incaricata di fare la nuova perizia, quella decisiva, sul crollo della casa dello studente, è stata in tribunale con i suoi collaboratore per fare il punto della situazione. Secondo quanto si è appreso c’ è stato anche un sopralluogo sul posto della tragedia. Sembra confermato che i tempi previsti per la redazione dello studio saranno forse più lunghi del previsto ma non ci sono problemi di prescrizione visto che questo procedimento sta andando avanti con celerità. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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